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VOLLEY | Akademia Sant’Anna non trasloca da Messina ma frena sul Pala Rescifina. “Aspettiamo da un mese risposte su dove giocare”

A margine dell’annuncio di Gaia Guiducci come nuova regista, il presidente Fabrizio Costantino è tornato sul nodo strutture. Tra un mese scatta il termine per l’iscrizione alla prossima Serie A2 femminile e la Lega pretende chiarezza: serve indicare un palazzetto principale e uno di riserva. Ma a Messina, al momento, regna l’incertezza.

Restiamo in città, ma il dove è un’incognita”
Non ho la gestione degli impianti e non passo le giornate negli uffici comunali”, taglia corto Costantino. “Siamo in una fase di stallo: manca il sindaco, manca la giunta, e nessuno firma. Però posso dire con serenità che Akademia non lascia Messina”. Il presidente ricorda i contatti avuti con la precedente amministrazione Basile-Finocchiaro e con Antonio Barbera, indicato come possibile assessore del centrodestra. “Stiamo già bloccando hotel e programmando il ritiro. La volontà di restare c’è, mancano le carte”.

La PEC che non arriva blocca tutto
Il problema è burocratico e urgente. Entro 30 giorni il club dovrà comunicare alla Lega Volley campo principale e campo alternativo. “Aspettiamo da un mese una PEC dal Comune che certifichi quali strutture ci vengono assegnate”, spiega Costantino. “Ci dicono che è in preparazione, ma senza quel documento non possiamo far partire la campagna abbonamenti né pianificare la stagione”.

PalaRescifina bocciato: costi e logistica insostenibili
L’esperienza dell’ultimo anno per la società messinese è stata negativa, il  PalaRescifina, concesso in esclusiva all’attività della Pallavolo ma condiviso con concerti e fiere, ha costretto Akademia spesso a traslochi, anche dell’ ultimo minuto ed imprevisti. “Spostare il taraflex per noi significa noleggiare tir, pagare operai, perdere giorni di lavoro. Stessa storia per i LED: a forza di monta e smonta si stanno rompendo”, denuncia il presidente. “Non possiamo affrontare un’altra stagione così”.

PalaTracuzzi unica alternativa, ma con limiti

L’altro impianto omologato per il pubblico spettacolo è il PalaTracuzzi, struttura che quest’anno è stata concessa a Basket e Volley. Se l’idea fosse quella di lasciare il taraflex fisso, evitando traslochi continui, porterebbe nuovi problemi alle altre realtà sportive cittadine ma la struttura ha spazi ridotti e per i playoff servirebbe comunque una deroga federale. “Al Rescifina ci siamo affezionati, abbiamo investito anche sull’hospitality di tasca nostra. Ma se dobbiamo migrare ogni due settimane non ha senso”, aggiunge Costantino.

Non serve il sindaco, basta il dirigente
A chi ipotizza un blocco politico in attesa del nuovo primo cittadino, Costantino risponde secco: “La concessione è un atto tecnico. La firma è del dottor De Francesco, dirigente allo Sport. Può e deve decidere lui. Gli impianti  attualmente utilizzabili sono due, la scelta va fatta”. 

La chiusura è un affondo: “Investiremo 800mila euro per puntare alla A1. Non possiamo essere trattati come una società di B2 con tre palestre a disposizione. Se Messina vuole una realtà di vertice, deve garantirle spazi da vertice. Il calcio ha i suoi stadi, il basket ha il PalaMili (n.d.r. interdetto al pubblico per i campionati nazionali da tre anni, e alla semplice attività sportiva da due anni, a causa di lavori tutt’ora in fase di stallo). La pallavolo che porta il nome della città in A2 merita lo stesso rispetto. Altrimenti gli investitori scappano”.

Resta quindi corsa a due tra le strutture, rammentando che contrariamente a quanto detto sul calcio, per le altre attività soprattutto di rilevanza nazione che Messina si onora di avere, permane una forte indisponibilità di altri impianti tra cui lo stesso Pala Mili citato durante la conferenza stampa, di cui è stato annunciato più volte il suo recupero ma che, dati e immagini alla mano, permane lo stato di abbandono, transennato, senza spalti e con tetto ancora pericolante e quadro elettrico esposto alle intemperie.

Per Akademia il tempo stringe. Senza una casa certa, anche il mercato rischia di bloccarsi.