L’editoriale. E’ la fine di questa Acr Messina o è un coup de théâtre?


Non finisce più l’incubo per gli sportivi, per i tifosi, per chi grazie alla vittoria di una partita, si lascia andare all’euforia ed all’eccitazione provocata dalle endorfine, per chi nel godere di un gol ha quella reazione adrenalinica che lo fa sentir vivo e felice. I messinesi non sono più in grado di provare queste emozioni, anzi resta solo la depressione, quella che, tranne per brevi periodi, li ha accompagnati dalla scomparsa del Fc Messina ad oggi. E non ha importanza se chi ha cercato di riportare il vero calcio lo abbia fatto in buonafede o solo per fare “u bisinissi”, il risultato è stato identico, è sotto gli occhi di tutti, la squadra amata non esiste più.

Ieri, probabilmente, l’ultimo epilogo. La società nata meno due anni fà ha perso l’ultimo presidente, l’ultimo tra quelli che, pur volendo mantenere le tante promesse iniziali, ha solo spento l’ultima e definitiva illusione. Questo è il punto zero, quello in cui ci si ferma o si ricomincia sul serio.

Si, perché tenere in vita questa Acr Messina sarebbe sbagliato ed illusorio. Chi si accollerebbe una società che avrà lasciato scorie di debiti qua e là? Chi metterebbe i propri sudati denari in una “mezza” squadra quasi… retrocessa? Chi si accollerebbe contratti e stipendi, anche triennali, di dirigenti, o tecnici scelti da altri? Chi garantirebbe la ristrutturazione ed il mantenimento di uno stadio che va riprogrammato e nel quale, nel tempo, sono state derubate attrezzature, telecamere  di videosorveglianza, cimeli, macchine d’ufficio, gigantografie, distrutte stanze di radiotrasmissione, spogliatoi, per non parlare poi della foresteria e della cucina?

Quindi, la soluzione è ripartire da zero, ma per farlo ci vorrà l’aiuto di tutta la città, cominciando dagli Amministratori che, ormai, sono ad un bivio: mantenere una struttura che fa lievitare i costi del bilancio comunale o estrarre dal cilindro quella convenzione pluriennale che garantisca alla città una seria società sportiva in grado di gestire e rendere fruibile e godibile una struttura all’avanguardia che richiami manifestazioni sportive, concerti, commercianti in modo da amministrarsi autonomamente?

Non ce ne vogliano gli amici del Città di Messina, potrebbe essere anche la loro società a far tutto questo, ad essere l’elemento aggregante, al momento, però non ci sembra abbia voglia e potenzialità economica in grado di rispondere alle esigenze di una struttura così importante. Saremmo, comunque, felici se loro riuscissero a convogliare delle forze economiche in grado di reggere l’urto di una così grande scommessa.

Ne va della città intera, perché quando tutto andava bene, quando Messina era su tutti i rotocalchi per la grande pallacanestro, il grande calcio, anche i movimenti minori avevano maggiore visibilità e tutto il tessuto sociale cittadino aveva la possibilità attraverso l’indotto di fare un salto economico che oggi potrebbe invertire la gravosa rotta intrapresa che porta  Messina a trovarsi tra gli ultimi posti nelle classifiche di qualità della vita.

Amministratori, il vostro intervento,  tra l’altro in una città in continuo stato d’emergenza,  ha delle barriere politiche ed amministrative,  però tocca a voi, adesso è la Vostra manche, per restare in tema… giocatela bene.