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Motori | Castiglione, Presidente Selezione Nazionale Piloti, esempio per tanti appassionati

Nicola Castiglione, pluricampione di Kart, Campionato Italiano Velocità su pista, Formula S National Master e oggi presidente della Selezione Nazionale Piloti, racconta che, come per molti, la sua passione per i motori nasce fin da bambino. I primi ricordi che ha sono legati a suo padre, anche lui appassionatissimo di motori, che lo teneva sulle sue gambe e lo faceva guidare a bordo della Fiat 850 Sport della famiglia. Poi ricorda i primi Gp, visti in Tv, sempre in braccio a lui. Da lì il passo per decidere di “Fare il Pilota”, è stato davvero breve, e brevissimo fu il tempo che ci volle per dirlo e per convincere suo papà. Molto più arduo è stato persuadere la mamma.

La Selezione Nazionale Piloti, ci racconta “nasce più che da un’idea, dalla voglia di riscatto: a fine anni 90 ed inizio anni 2000, ero all’apice della mia carriera sportiva, avevo vinto un bel po’ di gare, e sapevo di avere i numeri per una buona carriera da Pilota. E qui faccio una premessa: tutti gli sportivi sono convinti di essere dei campioni, guai se non fosse così, devi credere in te stesso, per spingerti sempre al limite e spesso, anche oltre. Questa è una filosofia, che mi porto dietro anche oggi e che cerco di applicare a tutto ciò che faccio. Quindi è facile dire “ce la potevo fare e non sono arrivato per colpe non mie”. Ma non è così, e Le spiego perché.  In quegli anni, avevo vinto tantissime gare in kart, ed anche nei vari campionati Italiani in auto, nei quali mi ero cimentato, non andava affatto male. Avevo reali possibilità di fare il grande salto”.

“Allora – continua – correvo nel CIV, Campionato Italiano Velocità, e la categoria successiva era il Superturismo, ovvero quel Campionato, che allora andava in diretta Tv su Rai e Telemontecarlo, e nel quale correvano piloti del calibro di Nannini, Larini, Pirro, Giovanardi, Naspetti, ecc…. ecc…., ovvero tutti piloti che erano stati in Formula 1, che avevano vinto tantissimo in carriera (come ad esempio Emanuele Pirro, terzo pilota alla McLaren ai tempi di Senna e Prost, pilota Benetton, ovvero la Renault di oggi, e per finire, “solo” 5 volte vincitore della mitica 24 Ore di LeMans). Ebbene, io ho avuto l’opportunità di approdare in questa categoria. Ci volevano almeno 600 milioni delle vecchie Lire, per una stagione, tantissimi, lo so, ma io tra sponsor, la squadra che mi avrebbe aiutato, ed il costruttore di pneumatici che rappresentavo, la LeCont, avevo chiuso quasi tutto il budget. Mi mancavano “solo”, si fa per dire, 100 milioni, che non avevo assolutamente, e che alla fine, furono un muro, insormontabile tra me e il mio futuro di pilota”.

– Conclude –e qui, vengo alla domanda, decisi che dovevo fare qualcosa, che non era giusto che questo sport fosse solo “una cosa per ricchi”, prerogativa esclusiva di benestanti, perché gente appassionata e brava, in giro ce n’è davvero tantissima. E da tutto ciò che nacque la Selezione Nazionale Piloti, che da ben 19 anni, permette a tantissimi appassionati, e parlo di gente normale, di poter correre, sfogando la propria passione in pista (e non su strada), senza spendere un capitale, anzi, spendendo proprio poco, pochissimo, ma ottenendo molto, sia in termini di guida, che di ritorno d’immagine. Questo cocktail esplosivo, è possibile sia grazie ai nostri Partners, che da sempre ci accompagnano in questa avventura, che alla Msp ed in particolare alla persona di Angelo Minissale, responsabile per la Msp Messina, persona eccezionale. E non voglio dimenticare il preziosissimo contributo di Eugenio, sempre della Msp e sempre presente, per tutte le “emergenze”. È vero, io non sono diventato un pilota famoso, però, ho permesso a tantissime persone, di realizzare il proprio sogno, anzi, Le dirò di più, di continuare a farlo nel tempo: ci sono piloti che fanno la Selezione da ben 15 anni o poco meno”.

Nel suo caso, istruttori lo si diventa per via del curriculum sportivo, comunque, in generale, un po’ tutti gli istruttori di pilotaggio, vengono chiamati dalle varie scuole, per meriti sportivi. Almeno, nell’automobilismo in generale, funziona più o meno così. In ogni caso, l’esperienza diretta, sul campo, ci vuole.

La Selezione Nazionale Piloti- spiega Castiglione – è una delle soluzioni in cui lo sport motoristico è alla portata di tutti e non solo per i pochi privilegiati. Ma se vogliamo scendere più nel dettaglio, da sempre lo sport del motore, è uno sport costoso. Solo che una volta, era più facile trovare degli sponsor. Oggi, anche a causa della crisi economica, che pare eterna, non è più così. Per fortuna, ultimamente, ci sono diversi Talent, che un po’ aiutano. Noi, ad esempio, ne organizziamo addirittura 4, 2 in pista e 2 con l’uso di Simulatori. Comunque, in generale, il nostro sport è strutturato non benissimo e questo, ne fa lievitare i costi. Ma è così a livello mondiale, non solo da noi in Italia”.

“Sono venuto a conoscenza della Msp – spiegando come nasce la collaborazione con MSPdiversi anni fa. In molti ne parlavano benissimo, e ne lodavano la serietà e l’organizzazione. Bè, devo dire che avevano proprio ragione. È da più di 10 anni che è il nostro Ente di promozione sportiva, e ne vado fiero”.

Non poteva non mancare la parentesi Covid e di come la Selezione Nazionali Piloti ha fronteggiato l’emergenza. “Adattandoci, attrezzandoci e riorganizzandoci di continuo. Un po’ come tutti credo. Non abbiamo mai, e questo lo voglio sottolineare, sottovalutato la cosa, siamo sempre stati attentissimi e prudenti, usando tutte le precauzioni del caso. È importante agire con responsabilità. Tutti dovrebbero farlo, ma purtroppo, non sempre è così!”

Uno sguardo anche al futuro.Abbiamo tanti progetti: i nostri Campionati da portare avanti, la Scuola di Pilotaggio ed i 4 Talent. Insomma, da fare ce n’è abbastanza. Riassumendo tutto in una frase: “Full Gas tutto l’anno. Ovviamente in pista e mai su strada”.