Messina, parla il dott. Francesco Mento: “Sconforto profondo, ma credo in questa società
A 48 ore dalla retrocessione maturata sul campo di Ragusa, una ferita ancora aperta per tutto l’ambiente giallorosso, abbiamo raggiunto telefonicamente il dott. Francesco Mento, responsabile sanitario dell’ACR Messina da oltre un decennio. Una voce autorevole, che in questi anni ha vissuto dall’interno ogni ciclo, ogni crisi e ogni ripartenza del club.
“La stagione non è iniziata certo con tranquillità” esordisce Mento. Quando abbiamo iniziato c’erano grossi punti interrogativi, come staff medico ci eravamo già organizzati al New Delta, mentre poi la nuova società ha virato sul Tricenter. Ma al di là degli aspetti organizzativi, la mia emozione oggi è di sconforto, di profonda tristezza. E non è stata ancora metabolizzata. Conoscendomi, so che non passerà rapidamente”.
Dieci anni di Messina significano anche un osservatorio privilegiato sugli infortuni, vero tallone d’Achille di ogni rosa. Al di là della percezione che quest’anno possano essere stati più numerosi, il dato resta sostanzialmente stabile: “Per numero e gravità, bene o male, sono quasi sempre gli stessi. Spesso derivano da problemi pregressi che l’atleta si porta dalla squadra di provenienza. A questi si aggiungono i terreni di allenamento e di gioco, a volte molto duri, che incidono in maniera determinante”.
Da qui nasce una proposta precisa, quasi un appello: “Auspico che, prima di contrattualizzare un atleta, venga attenzionato dall’équipe medica in tutte le sue componenti. Esattamente come accade in Serie A, in Serie B e in alcune realtà di Serie C. La prevenzione è il primo strumento di tutela, per il calciatore e per il club”.
Ma è sul gruppo che Mento si sofferma con più trasporto. Una stagione complicata, segnata da cambi societari, tensioni, risultati mancati e un clima esterno tutt’altro che sereno. Eppure, nello spogliatoio, la linea è rimasta dritta. “Il gruppo è stato composto da ragazzi educati, coesi, rispettosi e volenterosi. Hanno vissuto mesi difficili, tra incertezze e pressioni, ma non hanno mai smesso di lavorare con serietà e professionalità. Come in tutte le famiglie, qualche piccolo screzio c’è stato, ma nulla di rilevante. Con noi dello staff medico sono sempre stati corretti, disponibili, rispettosi dei tempi di recupero e delle indicazioni. Questo va riconosciuto”.
Sullo sfondo resta il futuro, incerto ma non privo di speranza. “Da tifoso e da medico mi aspetto che un raggio di sole splenda nuovamente in questo momento molto buio”, confessa Mento. “La mia speranza, da tifoso, è che arrivino buone notizie. E a differenza di molti, io credo ciecamente nell’operato di questa società. Credo che questo sogno possa diventare realtà”.
