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FOCUS – MESSINA CALCIO – ORA UN PO’ DI QUIETE E…DIGNITÀ

Ora il Messina c’è. Se avrete pazienza entro il 27 saremo in serie C anche per la Lega. Dopo quanto visto e letto ci auguriamo di vivere una settimana di tregua. Non so se c’è da ringraziare qualcuno. Se vi rende contenti …Grazie.

Vivo in questo mondo da qualche lustro. Dire che non mi ero mai imbattuto in soggetti dal comportamento così grottesco, folkloristico e inutile sarebbe come negare il colore del mare. Mai mi era capitato di misurare la passione, la grandezza e l’ansia dei miei concittadini tifosi (e non è patologia social) verso la squadra del cuore.

Fin qui, (e non è la prima volta) hanno vinto loro e anche il loro avversario irrequieto (Sciotto) prima o poi dovrà rendersene conto. E chi dovesse affiancarlo o sostituirlo presto dovrà imparare a rispettare questi calcio-degenti.

Anche noi della stampa (i giornalai, come veniamo qui definiti) abbiamo il dovere di sentirci sconfitti. Il motivo è semplice. Loro, i calcio-ansiosi, hanno ispirato tanti e tanti, troppi articoli e informazioni che apparivano dei prestampati. Originalità zero, serenità per un epilogo temuto ma scontato zero. Righe + righe + righe tutte della stessa sostanza. Articoli strappati al mondo del “si dice”, “ho saputo”, etc.etc.

È un modo per dire che per quanto sia difficile convivere in una arena turbolenta e variegata come quella allestita dal progresso dobbiamo crescere tutti (noi della stampa per primi) di fronte a vicende che con le tragedie vivono fortunatamente a distanze siderali. Basta per tutti riconoscere i propri limiti, la linea della competenza e curare la febbre da esposizione in un mondo che sembra governato da un pallone ma non lo è. Anzi quel povero attrezzo siamo in tanti a maltrattarlo. Troppe figure, forti o deboli che siano, ragionevoli o istintive,   da un campo o da una scrivania, con la maglia o con bei vestiti  approfittano con vari mezzi, gesti ed errori di questa povera sfera rotonda.

È tutto! Ci deve bastare sapere che chi lo incontra (il pallone) cercherà di vincere ma può perdere. Il pareggio serve per le schedine. Quindi vincere o perdere non è uno stato di costrizione ma è espressione di libertà. Non ci sono presidenti, calciatori, tifosi, dirigenti, giornalisti vari, per destino, costretti a vivere in questo mondo che parte da un pallone. Tutto  nasce e vive per scelta. Bene, restiamo protagonisti con forza, certo, ma con serenità. Andrà tutto bene, credo, anche per lei Presidente, per sua scelta, Pietro Sciotto.

Buon campionato! @cicciomanzo