Basket Serie B | Intervista presidente Mantia Green Basket Palermo


Green Basket Palermo, il presidente Mantia: “Troppo egoismo e poca collaborazione. I presidenti delle società devono essere tutelati”.

La redazione di SuperNews ha intervistato Fabrizio Mantia, presidente della Green Basket Palermo. Tra i temi affrontati, la mancata promozione del club in Serie A2 e il danno economico subìto dalla Green in questi mesi di stop. Infine, Mantia suggerisce l’urgenza di un cambiamento all’interno del sistema pallacanestro.

Quanto conta, a livello psicologico ed economico, non poter disputare i playoff?
Abbiamo disputato un campionato di vertice, in cui siamo stati costantemente tra il secondo e terzo posto, a due punti dalla capolista, e pensavamo ai playoff, che ci avrebbero portato in Serie A. Quindi, quando è stato deciso lo stop del campionato, siamo rimasti tutti malissimo: società, squadra, staff. Siamo prostrati davanti ad un sogno svanito in un soffio. La sensazione è quella di essere rimasti orfani, privati di qualcosa per cui si lotta ogni giorno.

Cosa pensa della scelta di non promuovere e di non far retrocedere alcuna squadra?
Non è facile prendere decisioni, in questo momento: si corre il rischio di accontentare qualcuno, e allo stesso tempo di penalizzare qualcun’altro. Il campionato sarebbe stato ancora lungo, è stato giusto non aver decretato vinti e vincitori. Tuttavia, la FIP, a parte qualche piccola scontistica per le società, ha preteso da noi presidenti tutto quello che economicamente dovevamo dare, nonostante non sia stato promosso o retrocesso nessuno. Questo non va bene.

A quanto ammontano le perdite economiche della Green Basket?
Si tratta principalmente di cifre legate alla prossima stagione. In tanti non hanno compreso le difficoltà che si presenteranno il prossimo anno: sarà un’impresa riuscire a trovare partner commerciali interessati a supportare lo sport. Bisogna considerare che un campionato di Serie B maschile di basket può aggirarsi intorno ai 350.000 euro, anche 600.000 euro, a seconda delle squadre, delle società, dei programmi. A febbraio, la Green non ha incassato tutti i contributi degli sponsor su cui aveva contato, quindi immagini il danno sulle nostre casse. Se non c’è equità di bilancio, i presidenti delle società cercano di raggiungerlo di tasca propria, ed è un problema.

Quali aiuti avete ricevuto da parte della FIP?
La Federazione ci ha comunicato che non avremmo pagato le tasse gara delle partite che non abbiamo disputato. Non la considero una grande scontistica. Inoltre, ci aspettavamo uno sconto sui cartellini dei giocatori. Un giocatore senior costa 6.000 euro. Abbiamo pagato i cartellini di ogni atleta per intero, nonostante avessimo sfruttato il 60% della stagione del cartellino di quel giocatore, per cui ci aspettavamo un aiuto economico, che non c’è stato.

Il prossimo anno la Green Basket partirà dallo stesso roaster o ci sono dei movimenti di mercato?
Bella domanda. Forse, bisognerebbe prima chiedersi: “In che Serie giocherà la squadra la prossima stagione?”. Se l’allenatore rimarrà lo stesso, probabilmente sì, manterremo la stessa squadra. Altrimenti, credo si ripartirà da zero.

Ci tengo ad aggiungere una cosa importante: chi fa il presidente di una società lo fa per passione, per filantropia, investendo tanto nella sua realtà sportiva. Siamo dei panda da dover tutelare. Tuttavia, così non è. Si tende ad essere piuttosto egoisti, lasciando così morire di solitudine le società. In una situazione del genere, mi aspettavo una Federazione molto più vicina ai club, più accondiscendente, invece sembra assumere il ruolo di un ente terzo al quale dare torto o ragione. Spero che questo sia uno spunto di riflessione per tutti.  Le dico una cosa che mi ha fatto riflettere. Circa due settimane fa, ho parlato con il presidente di una squadra di Serie A2, che mi ha confessato di non sapere se continuare a restare nella massima serie, poiché preferisce investire i suoi soldi per la gente della sua città che non è in buone condizioni economiche. Questo deve far riflettere, e deve soprattutto far comprendere quanto gli investimenti nello sport siano a rischio, in una situazione così difficile.

(Ufficio Stampa Supernews)