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6 Bastardi di Scoglio rivisitano il Celeste. Teatro di imprese passate

Messina, “6 bastardi di Scoglio” tornano al Celeste: 40 anni dopo con le stesse emozioni
Sindaco Basile, ex campioni e Tobias Scoglio al Giovanni Celeste. Lavori in chiusura entro il 30 giugno

Quarant’anni dopo, il Giovanni Celeste è tornato a pulsare. Giornata storica per i “bastardi di Scoglio”, che hanno rivissuto sul terreno del “Giovanni Celeste” le  emozioni che tra fine anni ’80 e inizio ’90 li portarono alla ribalta di tutta l’Italia. Un impianto che ha scritto pagine decisive nella storia del Messina calcio, grazie al connubio unico creato da squadra, tifosi e stampa.

All’appuntamento erano presenti il sindaco Federico Basile e l’assessore Finocchiaro, insieme all’artefice dei lavori l’ing. Franco Mento che ha illustrato i cambiamenti fatti sia all’esterno che all’interno della struttura. Con loro, alcuni protagonisti di quel ciclo indimenticabile: Rossi, Venditelli, Catalano, Mancuso, Di Palma e Bellopede. A completare il quadro Tobias Scoglio, figlio del grande Franco, e Polizzo, ex storico capitano giallorosso e poi collaboratore tecnico del compianto mister. Non sono mancate brevi interviste, per fissare le sensazioni di chi ha vissuto quegli anni.

I “Bastardi di Scoglio” all’ingresso del nuovo “Giovanni Celeste”

Federico Basile, sindaco di Messina
Sul nuovo Celeste e sul ritorno del Messina in campo: “Mi auguro di sì, e mi auguro anche un campionato diverso. La società ha fatto richiesta, il 30 giugno finiamo con i lavori. Credo che la struttura sia pronta e adeguata per far tornare il Celeste e il calcio agli antichi fasti. La visita di oggi dei ‘bastardi di Scoglio’ è importante per nostalgia e voglia di riscatto. Per lo svolgimento delle partite la burocrazia richiede delle normative dove ci dovrebbero essere delle limitazioni per il traffico. Uno stadio che potrà essere polivalente recuperando così una struttura per la città”.

Romolo Rossi e Peppe Catalano

Romolo Rossi, ex difensore giallorosso
L’emozione di entrare al Celeste c’è sempre, anche se è cambiato molto da allora. Mancano i nostri odori. Una struttura comunque moderna e fatta bene, anche se vorrei vederlo tutto completo con curva nord e gradinata. Uno stadio che se riempito è impossibile perdere”.

Peppe Catalano, ex centrocampista giallorosso
“L’emozione che si prova a tornare in questo stadio dopo quarant’anni sono inspiegabili. Sono stati 4 anni magici, abbiamo creato un connubio importante. Vorrei ricordare in questo momento anche chi non c’è più, Totò Schillaci, Ciccio Currò, mister Scoglio, il dottore Ricciardi, le anime di quel gruppo. Il mio augurio è che il Messina possa ritornare a rivivere quelle emozioni”.

Dichiarazioni dell’ ing. Mento direttore dei lavori del nuovo Celeste