MEMORY…quando i giocatori amavano Messina. Lomasto: “Una maglia che mi ha segnato dentro”

Lomasto a Sportdelsud: “Messina mi ha segnato dentro. A dicembre c’era la possibilità di tornare”

Nel passato, Messina era sempre una città di cui tanti giocatori s’innamoravano tanto da rimanerci nel prosieguo della loro vita o, comunque, anche andando via, non dimenticavano mai l’affetto ricevuto, in una città accogliente, con tanta bellezza naturale ed un clima stupendo che viveva intensamente il calcio. Nell’ultima decade, e forse più, questo spirito che  di  arrivare e rimanere nella città dello stretto sembra essere scomparso, anzi, per certi versi, sono molti quelli che, invece, negli ultimi anni, rifiutano addirittura di venirci. Fatta eccezione per il gruppo che ha raggiunto la promozione tra i professionisti lo scorso anno.

E’ risaputo, ormai, che l’intenzione di molti, tra i giocatori giallorossi dello scorso anno, da Aliperta a Caruso, era quella di rimanere qui tra i venti dello stretto convinti che si sarebbe potuto far bene. Dopo le dichiarazioni di Evan Cunzi, uno degli ultimi aggregati lo scorso anno che, in un’intervista rilasciata ai colleghi di Messinanelpallone, confessava: “È stato un 2021 bellissimo sotto l’aspetto calcistico… Ho provato grandi emozioni , ho incontrato persone speciali, una pagina indelebile della mia carriera. Un anno tutto a tinte giallorosse. Ho vissuto momenti esaltanti con dei ragazzi eccezionali ed in un ambiente che ci voleva davvero bene. mi sarebbe piaciuto continuare per l’empatia che si era create con la città, era più quella la voglia, di continuare un ciclo appena iniziato. Era nel cuore di noi tutti restare, ce lo dicevamo spesso nello spogliatoio, durante la stagione. ogni volta che, per qualche partita, passo da Messina, cerco sempre di fermarmi a salutare e scambiare due chiacchiere con le persone che ho conosciuto e con cui continuo a restare in contatto. Resterò sempre legato a questa breve, ma intensa e bellissima esperienza”, la conferma dell’eccezionale avventura vissuta da quel gruppo solo pochi mesi fa,  arriva dalle semplici parole di uno dei pilastri della compagine vincente dello scorso anno, Paolo Lomasto, in un’intervista rilasciata alla testata Sportdelsud: “Le annate belle sono quelle dove vinci. E Messina, lo scorso anno, senza togliere nulla alle altre città, mi ha segnato dentro. Abbiamo vinto un campionato in una città che ha sempre fatto calcio ad altissimi livelli. Ha disputato la A pochi anni fa. Avevamo calciatori fortissimi e ci siamo giocati il campionato con la seconda squadra di Messina, perché ci tengo a sottolineare che noi eravamo la prima squadra della città. La cosa particolare è che sapevamo che, viste le difficoltà legate al Covid, o si saliva in C o si rischiava di scomparire. Ed infatti la FC Messina si è ritirata quest’anno. A Messina vinco il campionato e quest’estate sembrava dovessi far parte di quei 5-6 confermati per la Lega Pro per dare continuità. Poi la società ha fatto scelte diverse. Anche se a dicembre si era aperta qualche possibilità…”.

Così, la voglia di rimanere, quella di fare qualcosa d’importante per la storia di un club, di una città, sembrava essere ritornata, proprio in un periodo tra i più brutti della storia, a causa della pandemia mondiale, in una Messina che già da sé ha difficoltà a trattenere i propri figli che vanno via alla ricerca di un futuro, la stessa città che non è più quella amata da quei giocatori che sono ormai il passato: Fascetti, Lo Bosco, La Rosa, Bonetti, Polizzo, De Carolis, Buttò, Musa, Cinquegrana, Iannucci, Pensabene, Bellopede, Rossi, Schillaci, Mancuso, Catalano, Modica, Torino, Coppola, Portanova, Storari, Parisi, Sullo…

Ma non è andata così