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EX MESSINA. PROTTI – LUCARELLI. GOL, AMICIZIA E FRATELLANZA OLTRE TUTTO. . ULTIMI MOMENTI

In epoche diverse sono stati grandi protagonisti a Messina

Igor,  lo zar,  che ci ha lasciato ieri, eroe giallorosso e simbolo cristallino di tante piazze calcistiche a suon di gol ed umanità. Cristiano allenatore di una squadra 2016/17 portata alla salvezza in serie C con tante difficoltà e da calciatore bomber implacabile dappertutto, nel giro della Nazionale, socialmente in prima linea sempre.

Da leggenda la storica promozione in Serie A del Livorno nel 204 con i 53 gol dei due bomber.

Cristiano Lucarelli racconta l’ultimo incontro con Igor Protti.

Venerdì 12 giugno, ore 9:42.

-Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor.

«Cri, sono arrivato.»

-E io: «Come, scusa?»

«Cri, sono arrivato.»

-«Scusa, in che senso?»

Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»

-Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui.

-Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: «Vi lascio soli», come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente.

«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me.»

«La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …»

-Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo.

-Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste.

Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone.

Foto @corriere fiorentino