STRETTO DI MESSINA CHIUSO, CDM ANNULLA ORDINANZA DEL SINDACO DE LUCA


Il Consiglio dei ministri ha annullato l’ordinanza del sindaco di Messina, Cateno De Luca, che per fronteggiare l’emergenza coronavirus aveva imposto una serie di limitazioni all’ingresso in Sicilia come ‘obbligo di registrarsi, almeno 48 ore prima della partenza, nel sistema di registrazione online. Ieri l’ordinanza era stata annullata dal Consiglio di Stato.

Ieri il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole alla richiesta del Viminale in merito all’annullamento in via straordinaria da parte del presidente del consiglio

L’ordinanza
Gli spostamenti dei passeggeri via mare nello Stretto, da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa, dal 10 aprile al 13 aprile “sono consentiti esclusivamente agli appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari, nonché per comprovati motivi di gravità e urgenza”. È quanto previsto da un’ordinanza urgente del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci per l’emergenza coronavirus.
Il presidente ha imposto una stretta per i prossimi giorni e un obbligo ‘condizionato’ sulle mascherine. Facolta’ di uscire una volta al giorno e solo per un familiare. I parchi e le ville restano chiusi e lo Stretto rimane sorvegliato speciale.
Negli esercizi commerciali di vendita e distribuzione di generi alimentari, anche all’aperto, gli operatori sono tenuti all’uso costante di mascherina; all’utilizzo di guanti monouso o, in alternativa, al frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante.
Si dispone che in ogni luogo nel quale non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra persone, e’ fatto obbligo a ciascuno di coprire naso e bocca con una mascherina “o con altro adeguato accessorio”. Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, sono limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. E’ inibito l’ingresso nel territorio comunale ai venditori ambulanti al dettaglio, se provenienti da altri Comuni.
Rimangono interdetti alla fruizione i parchi, le aree gioco, le ville, i boschi, i giardini e ogni altro spazio pubblico. Il Corpo Forestale assicura l’osservanza della presente disposizione.
Permane il divieto di gite fuori porta, di spostamento nelle cosidette seconde case e verso luoghi di villeggiatura.
La chiusura domenicale e nei giorni festivi si applica anche ai servizi di consegna a domicilio, fatta eccezione per i farmaci e per i prodotti editoriali.