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MESSINA, ZAMPA SI RACCONTA: «DALL’EMOZIONE DEL SAN FILIPPO DA BAMBINO ALLA VOGLIA DI LASCIARE IL SEGNO»

CASCIA – Entra nel vivo la preparazione estiva del Messina nel ritiro umbro di Cascia. Con il primo ciclo di lavoro che volge ormai al termine in vista dei primi impegni ufficiali, l’ambiente biancoscudato continua a mettere benzina nel motore per farsi trovare pronto alla nuova stagione.

Tra i profili di maggior rilevanza e leadership arrivati a rinforzare la rosa c’e Enrico Zampa, centrocampista dal passato prestigioso — con un bagaglio che vanta l’esordio in Serie A e in Europa League con la Lazio, oltre a stagioni importanti tra B e C — pronto a mettere la propria esperienza a disposizione di un gruppo chiamato a vincere un campionato d’Eccellenza insidioso e livellato.

​Intervistato da Giacomo Valenti per SportMeNews, il calciatore ha tracciato un primo bilancio dell’esperienza in terra umbra e delle prospettive per la nuova stagione.

​Giunti all’ottavo giorno di lavoro, con la prima fase della preparazione che si concluderà il 14 agosto, è tempo di tirare le prime somme. Zampa traccia un quadro estremamente positivo di questo avvio e del suo impatto con la realtà messinese: «Sta per terminare questa prima fase di ritiro, che è stata molto intensa com’è giusto che sia per mettere benzina e farci trovare pronti alla prima uscita stagionale. Me la sto vivendo a pieno: per me è un onore e un orgoglio indossare questa gloriosa maglia, che presto tornerà nel calcio che conta perché è ciò che merita per i suoi trascorsi. Gran parte dei miei compagni di squadra li conoscevo già e, insieme a loro, stiamo facilitando l’inserimento dei nuovi. Si sta creando un grande gruppo che si toglierà importanti soddisfazioni in futuro».

​Per il centrocampista romano si tratta di un ritorno in terra siciliana dopo l’avventura di tre anni fa a Siracusa. Una scelta maturata grazie alle ambizioni e alla solidità del progetto presentato dal club: «È la mia seconda parentesi in Sicilia e mi auguro che possa durare il più a lungo possibile: oltre a essere una bellissima terra, è abitata da persone per bene e sempre disponibili. Messina non si può mai rifiutare, a prescindere dalla categoria. Il progetto tecnico che mi è stato presentato dal direttore Pellegrino e da mister Torrisi — che avevo già avuto in passato — ha facilitato il mio arrivo, sostenuto da una società forte, seria e con una grande voglia di lasciare il segno in una città che da troppi anni sta vivendo momenti difficili».

Un legame con i colori giallorossi che affonda le radici anche in un ricordo d’infanzia: «Di Messina ho ancora il ricordo di quando, da piccolo, venni al “San Filippo” a vedere la mia squadra del cuore, la Roma, che condivide tra l’altro gli stessi colori sociali. Oggi poter giocare su quel campo mi emoziona particolarmente».

​In un torneo duro e competitivo come l’Eccellenza, il valore aggiunto del classe ’92 sarà rappresentato dall’abitudine a palcoscenici di rilievo e dalla capacità di guidare i compagni nei momenti chiave della stagione: «Cercherò di mettere a disposizione dello staff tecnico e dei miei compagni tutta l’esperienza necessaria per affrontare un torneo duro come l’Eccellenza, che ho avuto modo di assaporare per la prima volta l’anno scorso. Contro di noi tutti gli avversari daranno il 110%, e ci stiamo preparando proprio per rispondere a questo tipo di impatto».

​Inevitabile, poi, il confronto con l’esperienza vissuta nella scorsa stagione a Taranto, un’altra piazza blasonata ai nastri di partenza con obiettivi di vertice: «Colgo l’occasione per fare un grande in bocca al lupo al Taranto, una città che per me è diventata casa, dove ho messo su famiglia e dove conservo tantissime amicizie. Proprio come Messina, merita altre categorie e il mio auspicio è che a maggio si possa festeggiare entrambi. Sono due gruppi forti, composti da giocatori di categoria superiore, ma questo da solo non basta: nel calcio non ci sono regole scritte e i nomi non sono sufficienti. Servono ferocia e voglia di fare quel metro in più rispetto agli avversari. Soltanto così si può arrivare fino in fondo».