BASKET – CLAUDIO CAVALIERI: «IL FUTURO È DEI GIOVANI. NOI VOGLIAMO COSTRUIRLO, NON ASPETTARLO. ALL’OR.SA VISIONE GIUSTA»
CLAUDIO CAVALIERI: «IL FUTURO È DEI GIOVANI. NOI VOGLIAMO COSTRUIRLO, NON ASPETTARLO. ALL’OR.SA ABBIAMO LA VISIONE GIUSTA
Coach Claudio Cavalieri, quest’anno una nuova sfida: Under 17 Eccellenza, Under 19 Gold e Serie D. Da dove nasce questa scelta?
«Nasce dalla voglia di costruire. E per me costruire significa esserci ogni giorno, lavorare, sporcarsi le mani, crescere insieme ai ragazzi e alla società. Gestire tre gruppi così importanti è una responsabilità enorme, ma soprattutto è un’opportunità straordinaria.»
«L’Under 17 Eccellenza rappresenta una fascia fondamentale del nostro percorso, l’Under 19 Gold deve essere un ponte verso il basket senior e la Serie D diventa un laboratorio nel quale i ragazzi possono confrontarsi con un livello più adulto e competitivo.»
Ripartire dalla Serie D, dopo aver vissuto esperienze in categorie superiori, non è semplice.
«Assolutamente no. Ma io non ho mai avuto paura di ripartire. Anzi, forse è proprio questo che mi entusiasma di più. Ho fatto la mia gavetta, ho vissuto la C Gold e la Serie B, ho affrontato situazioni diverse e ho imparato tantissimo.»
«Tornare a costruire partendo dalla Serie D non lo considero un passo indietro. Lo considero un nuovo punto di partenza. E quando hai la possibilità di costruire qualcosa, di mettere le fondamenta e di far crescere dei ragazzi, per me è una motivazione enorme.»
Quindi la Serie D come punto di arrivo o come punto di partenza?
«Punto di partenza, senza alcun dubbio. Voglio una squadra che abbia fame. Voglio ragazzi che abbiano voglia di migliorarsi, che accettino la fatica e che capiscano che il talento da solo non basta.»
«La Serie D deve diventare un ambiente nel quale un giovane possa misurarsi, sbagliare, imparare e assumersi responsabilità. Se riusciamo a fare questo, abbiamo già raggiunto un obiettivo importantissimo.»
IL FUTURO È DEI GIOVANI
Lei parla spesso di giovani. È una filosofia che porta avanti da anni.
«È una battaglia che combatto da tantissimo tempo. Da quando ero alla Fortitudo, da quando ho allenato al Castanea, fino ad arrivare al percorso che sto facendo oggi.»
«Io credo profondamente nei giovani. E credo che il nostro compito non sia semplicemente allenarli a giocare a pallacanestro. Dobbiamo prepararli alla vita, alla responsabilità, alla disciplina, al sacrificio e alla capacità di stare dentro un gruppo.»
«Il futuro è loro. Ma il futuro non si costruisce con le parole. Si costruisce in palestra, ogni giorno. Con un allenamento fatto bene, con un ragazzo che arriva in anticipo, con quello che resta dieci minuti in più per migliorare un tiro, con chi impara a difendere anche quando non ne ha voglia.»
«Sono queste le piccole cose che, sommate, costruiscono un giocatore e soprattutto una persona.»
ALL’OR.SA ABBIAMO LA VISIONE GIUSTA
Quanto è importante il lavoro che state facendo all’Or.Sa?
«È fondamentale. E credo che una delle nostre grandi forze sia proprio questa: all’Or.Sa abbiamo la visione giusta.»
«Non guardiamo soltanto alla prossima partita o al prossimo risultato. Stiamo cercando di costruire un percorso. Una società capace di pensare oggi a quello che vuole diventare domani.»
«Io considero l’Or.Sa una società spettacolare, seria e professionale. E sono sinceramente onorato di essere il responsabile del settore giovanile.»
«Essere responsabile di un settore giovanile così importante è una responsabilità enorme. Non è semplice. Significa coordinare persone, allenatori, preparatori, squadre, famiglie, organizzazione e programmazione. Significa avere una visione e cercare ogni giorno di farla diventare realtà.»
«Ma è una responsabilità che accetto con grandissimo entusiasmo. Perché credo nel progetto e credo nelle persone che lo stanno portando avanti.»
La società ha fatto anche uno sforzo importante sullo staff tecnico.
«Sì, ed è un aspetto che voglio sottolineare. L’Or.Sa ha fatto uno sforzo enorme per aumentare il pacchetto coach. Abbiamo inserito allenatori provenienti anche da fuori, portando nuove competenze, nuove esperienze e nuovi stimoli, e allo stesso tempo abbiamo confermato uno staff importante che già lavorava all’interno della società.»
«Questo è un segnale molto forte. Significa investire sulla qualità. Significa capire che per far crescere i ragazzi devi prima di tutto mettere nelle condizioni migliori chi li deve allenare.»
«Io sono orgoglioso dello staff che abbiamo costruito e, soprattutto, sono orgoglioso di poter lavorare con persone che condividono una stessa idea: prima vengono i ragazzi, poi tutto il resto.»
OR.SA HOUSE: UN FIORE ALL’OCCHIELLO
Nel progetto c’è anche Or.Sa House. Quanto può essere importante?
«Or.Sa House è un fiore all’occhiello del nostro progetto. E lo dico con grande convinzione: è una struttura che può tranquillamente giocarsela con foresterie di alto livello.»
«Non vogliamo semplicemente avere ragazzi che dormono fuori casa. Vogliamo creare una vera casa per gli atleti, un ambiente organizzato, funzionante, operativo, sicuro e capace di accompagnare i ragazzi nel loro percorso sportivo e umano.»
«Una foresteria seria significa dare a un ragazzo la possibilità di vivere un’esperienza completa: allenarsi, studiare, riposare, alimentarsi correttamente, stare insieme agli altri e imparare a diventare autonomo.»
«Or.Sa House rappresenta esattamente questa idea. È un investimento importante e dimostra quanto la società creda nel futuro.»
LE GIOVANILI PER IL PROGETTO BARCELLONA BASKET
«Un altro aspetto fondamentale è il progetto delle giovanili che l’Or.Sa sta costruendo per il Barcellona Basket, una realtà che vuole affrontare la Serie B ad alti livelli e raggiungere traguardi importanti. Per noi è fondamentale creare una filiera che permetta ai nostri ragazzi di crescere, confrontarsi con giocatori più forti e avere una prospettiva concreta verso il basket senior. Il Barcellona Basket vuole ambire in alto e noi vogliamo costruire i giovani che possano essere protagonisti di quel futuro.»
IL GEMELLAGGIO CON MILAZZO: NUOVI ORIZZONTI
Quanto è importante il gemellaggio con Basket Milazzo?
«È importantissimo. Il rapporto con Basket Milazzo ci permette di aprire grandissimi orizzonti.»
«Quando due società decidono di collaborare realmente, mettendo da parte campanilismi e interessi individuali, possono creare qualcosa di molto più grande della somma delle singole realtà.»
«Or.Sa e Milazzo hanno punti importanti in comune: credono nel territorio, credono nei giovani, credono nella formazione e hanno le idee chiare su quello che vogliono costruire.»
«Questa collaborazione ci permette di radicarci ancora di più sul territorio e di creare opportunità per tanti ragazzi. È un progetto che può diventare un riferimento importante per tutta l’area.»
BASKIN: LO SPORT DAVVERO PER TUTTI
Quest’anno ci sarà anche un nuovo impegno nel Baskin.
«Sì, ed è un altro progetto al quale tengo tantissimo. Il Baskin rappresenta una sfida importante perché ci permette di ampliare ancora di più il concetto di sport e di inclusione.»
«Quest’anno vogliamo lavorare seriamente anche su questo fronte in Or.Sa. Non deve essere una semplice attività aggiuntiva inserita nel programma. Deve essere un progetto vero, strutturato, nel quale i ragazzi possano vivere lo sport come strumento di inclusione, partecipazione e crescita.»
«Credo che una società sportiva moderna debba avere anche questa responsabilità. Lo sport deve essere per tutti e il Baskin ci offre una possibilità straordinaria per dimostrarlo concretamente.»
UN UNICO PROGETTO, DAL MINIBASKET ALLA SERIE D
Qual è quindi la vostra idea di settore giovanile?
«Creare una filiera. Questo è il punto fondamentale.»
«Vogliamo che un bambino che entra oggi nel nostro minibasket possa trovare domani un percorso all’interno della stessa società. Under 13, Under 14, Under 15, Under 17, Under 19 e poi il mondo senior.»
«Non significa che tutti arriveranno necessariamente alla Serie maggiori.
Significa però che devono avere davanti un percorso, una possibilità e persone competenti che li accompagnino.»
«E qui torna il concetto di staff. Se vuoi costruire un settore giovanile importante, devi investire sugli allenatori. Devi formarli, confrontarti con loro e creare una metodologia condivisa.»
LA FILOSOFIA DI CLAUDIO CAVALIERI
Quanto conta per lei il lavoro quotidiano?
«Conta tutto. Io vivo la palestra. Il mio lavoro non comincia quando fischia l’inizio dell’allenamento e non finisce quando suona la sirena.»
«C’è programmazione, confronto con lo staff, analisi, organizzazione, gestione dei ragazzi, rapporti con le famiglie e con la società. È un lavoro enorme.»
«Ma è proprio questo che mi piace. Io sono ossessionato dal miglioramento. Voglio vedere un ragazzo che oggi fa una cosa male e tra un mese la fa meglio. Voglio vedere un gruppo che cresce. Voglio vedere un giocatore che acquisisce fiducia, voglio vedere allenatori che crescono .»
«Per me quella è la vittoria più importante.»
TRE SQUADRE, UN’UNICA IDENTITÀ
Che cosa vuole dalle sue tre squadre?
«Intensità, disciplina, identità e coraggio. Voglio ragazzi che non abbiano paura di sbagliare. Perché se vuoi far crescere un giovane devi anche permettergli di sbagliare. Ma deve imparare dall’errore.»
«L’Under 17 deve continuare a formarsi e competere ad altissimo livello. L’Under 19 deve rappresentare un ponte verso il basket senior. La Serie D deve essere il luogo nel quale i ragazzi iniziano ad assumersi responsabilità vere e cominciare a sognare a qualcosa di più .»
«Tre squadre diverse, ma una sola filosofia: lavorare per costruire giocatori e persone.»
«IO NON VOGLIO SEMPLICEMENTE ALLENARE»
Cosa vuole lasciare ai suoi giocatori?
«Vorrei lasciare loro qualcosa che vada oltre il basket. Vorrei che tra dieci anni ricordassero il lavoro fatto insieme. Le sconfitte, le vittorie, le corse, le discussioni, le risate, la fatica.»
«E soprattutto vorrei che capissero una cosa: nessuno ti regala niente.»
«Il talento può aprirti una porta. Ma è il lavoro che ti permette di rimanere dentro.»
Un messaggio finale ai ragazzi dell’Or.Sa e di Milazzo?
«Non abbiate fretta. Abbiate fame.»
«Il nostro obiettivo non è costruire il giocatore di oggi. È costruire il giocatore di domani. E per farlo dobbiamo avere pazienza, coraggio e una quantità enorme di lavoro.»
«Io sono pronto. Sono carico. Ripartire dalla Serie D, lavorare con l’Under 17 Eccellenza e con l’Under 19 Gold, lavorare per una società come l’Or.Sa, collaborare con Barcellona Basket e costruire insieme a Milazzo, avere Or.Sa House e investire anche nel Baskin mi dà una motivazione incredibile.»
«Sono onorato di essere il responsabile del settore giovanile e so perfettamente quanto sia difficile il compito che abbiamo davanti. Ma proprio per questo lo affronto con ancora più entusiasmo.»
«Io non voglio semplicemente allenare delle squadre. Voglio costruire persone, giocatori, allenatori, cultura sportiva e futuro.»
«E se il futuro è dei giovani, allora il nostro compito è molto semplice: dobbiamo dare loro gli strumenti per conquistarselo. Ogni giorno. In palestra. Senza scorciatoie. Senza filtri. Con passione, dedizione, sacrificio e lavoro.»
«Perché alla fine, quando spegniamo le luci della palestra, quello che resta non è soltanto il risultato di una partita. Resta quello che abbiamo costruito.»
«E noi all’Or.Sa abbiamo scelto di non aspettare il futuro. Abbiamo scelto di costruirlo.»
