Acr Messina obiettivo discontinuità: in 4 anni di “era Sciotto” 5 Ds e 4 Dg


“Squadra vincente non si cambia” è un ritornello molto in uso soprattutto nel mondo dello sport ma a quanto pare non vale per tutti. Se, dando uno sguardo al recente passato della società biancoscudata e soprattutto a quanto hanno portato in dote le annate dal 2017-18,  da quando la società è stata rilevata dalla famiglia Sciotto, i cambi in cabina di regia sembravano avere una logica di riparazione, oggi sembrano stonare le perplessità emerse in sede di programmazione e che stanno portando ormai alla prossima rottura con “l’asse salernitano” nonostante più volte l’ormai ex direttore sportivo Cocchino D’Eboli  e il socio dell’ACR Carmine del Regno  abbiano evidenziato  la personalità vulcanica del patron del Messina ma  rinnovando sempre attestati di stima verso lo stesso Sciotto per la fiducia e l’intesa raggiunta.

Ma nei fatti  andando a fotografare gli anni passati, mai nessuno è sfuggito alla mannaia del secondo anno del presidentissimo, nel 2017-18 furono infatti scelti Lamazza come Ds e Giliberto come Dg, l’annata non fu delle migliori e così al secondo anno niente continuità ma nuova rivoluzione. Nel 2018-19  il nuovo Ds è Adriano Polenta, che poi lascerà dopo un mese per problemi personali sostituito da Gianluca Toma, ed il direttore generale è il redivivo Lello Manfredi. Anche questa coppia però dura solo un anno e per l’anno seguente, il 2019-20 si punta su un grande ex come Antonio Obbedio per il ruolo di Ds e su Antonio D’Arrigo come Dg. Anche qui il rapporto si interrompe dopo poco ma, con il Ds Obbedio volano addirittura gli stracci con l’ex centrocampista che addirittura dichiarerà “Si può essere grandi imprenditori ma il calcio segue altre logiche“.

Ed eccoc,i oggi, giunti all’ultimo capitolo di questa breve cronistoria con l’asse salernitano arrivato ad inizio stagione a portare grande entusiasmo e soprattutto grande progettualità per  una C di alto livello in appena due anni, e che invece a stagione conclusa e in sede di progettazione futura ha trovato un muro innalzato da parte di Pietro Sciotto. La frattura con il Ds Cocchino D’Eboli sembra ormai insanabile, soprattutto dopo la richiesta che avrebbe fatto Sciotto allo stesso D’Eboli di lavorare all’ombra di Lo Monaco che invece preferirebbe Argurio come Ds avendolo avuto già a Catania ed il cui connubio però non ha portato grandi fortune alle pendici dell’Etna.

Il tifo organizzato ha già emesso la sua sentenza negativa nei confronti di Pietro Lo Monaco, ora la palla passa al presidente Sciotto con tutti gli attori coinvolti, dai dirigenti ai giocatori, che stanno a guardare in attesa di buone nuove (segno che il gruppo artefice della promozione è sicuramente stato un gruppo di uomini molto affiatati sia dentro che fuori dal campo).