Zero sofferenza, solo gol: questo Messina basterà ad accontentare anche gli scettici?
Sette partite ufficiali, sei vittorie e un pareggio. Che si giochi al “Celeste” o al “San Filippo“, che si vinca dominando o sapendo soffrire nei momenti chiave, il verdetto del campo finora è univoco: questa è una squadra costruita per vincere, affamata e consapevole di dover dettare la legge del più forte su qualsiasi terreno di gioco.
Naturalmente, per dare il giusto riscontro alle parole del mister, vanno tenute d’occhio e menzionate le non poche difficoltà logistiche che il gruppo sta affrontando in questo avvio di stagione. Aspetti non secondari che però, anziché scalfire il gruppo, sembrano averne cementato il carattere.
Ieri è andata in scena l’ennesima prova di forza: un netto 5-1 al malcapitato Scordia, maturato grazie a lunghi tratti di ottimo calcio. Eppure, conoscendo la piazza, non mancherà chi proverà a sminuire la prestazione sottolineando la caratura dell’avversario o la fragilità dello Scordia — dinamica classica di chi fatica a godersi il momento.
Ma i fatti dicono altro. Nel primo tempo si è vista una squadra con un piglio diverso, famelica e determinata a indirizzare subito il risultato. Missione compiuta in pochi minuti, continuando a macinare gioco fino a mettere a segno la seconda e la terza rete, proprio come chiesto dal mister alla vigilia. Un pressing feroce fin dalla prima linea d’attacco, costante reattività sulle seconde palle e una reazione immediata a ogni minimo errore individuale.
In questo ingranaggio quasi perfetto è brillata la stella di Pablo Burzio, calciatore che con questa categoria c’entra decisamente poco — ma come del resto quasi tutta la squadra. Alla prima da titolare dopo diverse panchine e spezzoni, l’attaccante argentino ha dato una lezione di professionalità e qualità eccezionale: profondità, giocate di prima intenzione, un tacco sublime a servire l’assist per Kragl, cattiveria agonistica, due gol fatti e due assist messi a referto. Un rendimento da MVP assoluto e un esempio tangibile di quanto la rosa di questa squadra sia profonda e completa.
Unico piccolo neo, un avvio di secondo tempo sottotono condito dal gol subito a freddo e da qualche minuto di sofferenza gestito comunque senza particolari affanni. Poi, le mosse dalla panchina hanno chiuso definitivamente i conti. L’ingresso di giocatori come Langone, Varela e Bonanno — elementi che sarebbero titolari in qualsiasi formazione, perfino in Serie D — ha portato forze fresche e qualità per mettere la partita in ghiaccio: prima con il sigillo dell’instancabile Palumbo (sintesi di corsa e classe), poi con la ciliegina sulla torta firmata da Varela, che ha festeggiato così il traguardo dei 100 gol in carriera.
Una vittoria netta, meritata e fondamentale per dare continuità e blindare il primato in classifica. Un successo che inietta ulteriore morale a un gruppo che ha solo bisogno di trovare il ritmo definitivo per mettere la freccia e viaggiare dritto in direzione Serie D
