CalcioEccellenzaPrimo PianoSport

Messina-Scordia, Torrisi alla vigilia: «Ottobre mese chiave, conta solo vincere. Gestione logistica allenamenti… indegna». Convocati

Alla vigilia della gara tra Messina e Scordia, valevole per la quinta giornata di campionato, ha preso la parola in conferenza stampa il mister Alfio Torrisi per fare il punto della situazione in casa giallorossa.

​Il tecnico comincia facendo un bilancio del momento della squadra e tracciando la strada per le prossime uscite:

​Il tecnico comincia la conferenza facendo il punto della situazione in casa giallorossa e tracciando la strada per le prossime uscite:
​«Intanto è tempo di continuare il nostro percorso, questa è la cosa più importante. Un percorso che ci sta portando a delle tappe importanti in questo mese di ottobre, perché sappiamo che potrebbe essere un mese determinante per la nostra stagione. L’ho definito con i ragazzi il mese dove dobbiamo gettare le basi definitive per quello che possa essere poi il nostro percorso. Sappiamo che di fronte avremo un avversario che verrà qui a vendere cara la pelle, ma noi dobbiamo dare continuità a quello che i ragazzi hanno fatto fino ad oggi, cercando in tutti i modi di portare punti, di vincere, perché è questo quello che ci proietta in avanti per il prosieguo del nostro cammino verso una zona della classifica che dobbiamo iniziare a consolidare. Sappiamo che dobbiamo farlo attraverso la prestazione che ci porti poi a un risultato positivo​

Interpellato sulla crescita complessiva del gruppo e sul livello raggiunto rispetto alle sue idee di gioco, l’allenatore spiega le difficoltà e la filosofia che guida il suo lavoro:

«Questa è una domanda a cui è difficile rispondere, perché un gruppo totalmente nuovo ha bisogno di tempo. Difficilmente penso possa bastare una stagione per arrivare al top, sia a livello di gioco che di performance, perché il miglioramento deve essere graduale e costante. Per chi come noi lavora nel dettaglio, l’obiettivo è la perfezione, e la perfezione sappiamo che non ci sarà mai. Posso garantirvi che siamo al 30-40% di quello che deve essere il Messina per cui stiamo lavorando, ma non sotto l’aspetto del gioco. Ribadisco: noi dobbiamo vincere le partite, dobbiamo fare risultato e dobbiamo farlo attraverso la prestazione. Per prestazione non intendo una prestazione estetica, perché per me onestamente non conta nulla. Bisogna scegliere nella vita cosa voler fare: c’è chi vince e c’è chi non vince mai; c’è chi prova a vincere e poi non vince, e c’è chi vince sempre. Ci sarà un motivo. E il motivo è che quando tu giochi, lavori e rappresenti il Messina, fai un mestiere diverso da quello che fanno gli altri. Dobbiamo comprendere tutti che quando alleni o giochi per il Messina, l’aspettativa è immensa, enorme, perché hai il peso di un club che con questa categoria non c’entra nulla e il cui solo nome dà quasi per scontato che tutte le partite vadano vinte 3-0 o 4-0. Il giudizio deriva sempre dall’aspettativa. Se abbiamo l’aspettativa di dover vincere sempre 3-0 o 4-0, il giudizio sarà sempre negativo e si va quasi a mettere in ombra la vittoria, che è l’unica cosa che conta. Il nostro unico obiettivo è andare in Serie D attraverso la vittoria del campionato. C’è la Coppa che può dare prestigio, ma noi dobbiamo vincere il campionato perché siamo costruiti per questo. Per me la prestazione è dettata da fattori che hanno poco a che fare con l’estetica: avere il coraggio di invitare l’avversario a pressarci, di andare a provarlo ad istigare con la conduzione del difensore centrale per destrutturarli e cercare spazio; il coraggio di proporre ciò per cui lavoriamo ogni settimana, anche con pazienza; prendersi uno spazio libero, fare una pressione feroce con furore agonistico; difendere a blocco basso come un unico corpo; la generosità di rimettersi sotto palla, di fare una corsa in più per il compagno; la cattiveria di attaccare l’area di rigore su un cross o di calciare in porta con fame. Per me la prestazione è questa. Per tutti gli avversari, quando c’è la giornata in cui si incontra il Messina, la data è cerchiata in rosso sul calendario, perché sanno che è un’occasione che difficilmente si ripeterà negli anni. Giocare contro il Messina è un evento. Non possiamo pensare di fare il ‘tiki-taka’ o essere belli: dobbiamo essere concreti, cinici e portare il risultato a casa. Dobbiamo salvaguardare gli investimenti della proprietà e le ambizioni della piazza. Col tempo miglioreremo su tanti aspetti, compresa la fluidità di gioco. Domenica nel secondo tempo non l’abbiamo fatta bene, ma noi avevamo 5 giocatori su 10 di movimento che avevano già giocato mercoledì e sono dovuti rientrare domenica (come Kragl, Palumbo, La Terza). L’abbassarsi è stato una conseguenza dello stato di forma attuale. Ti difendi con coraggio e organizzazione, dimostri solidità e la porti a casa. L’obiettivo è lo 0-1 e i tre punti. Per il resto c’è tempo, ma il tempo è il nostro peggior nemico e possiamo abbatterlo solo con i tre punti.»

​Si passa poi alla gestione della rosa e all’atteggiamento mentale richiesto per la gara:

«A parte gli scherzi, non penso che i gol derivino da questo. Il Messina deve avere sempre un DNA e un’identità facilmente riconoscibili: una squadra intensa, aggressiva, con furore agonistico. A maggior ragione domani, in una partita che potrebbe far passare un messaggio sbagliato su un avversario che ha cambiato allenatore o societario. Domani dobbiamo fare un approccio alla gara devastante. Non dobbiamo abbassare di un centimetro l’attenzione e la fame di vincere. Sulla carta ed emotivamente, domani è forse la partita più complicata da quando abbiamo iniziato. Incontriamo una squadra che ha 3 punti e due sconfitte e si potrebbe abbassare la guardia. Ma i campionati li vincono le squadre che fanno più punti con le ‘piccole’. Chi sbaglia l’atteggiamento mentale paga. Servirà un grande Messina soprattutto sotto l’aspetto mentale ed emotivo: ferocia, cattiveria, duelli, correre e pressare. Rispetto per l’avversario, ma il nostro focus è troppo più importante. Non possiamo permetterci pause.

​In conclusione, il mister risponde sul tema delle strutture di allenamento e sulle difficoltà logistiche della squadra:

«Su questo penso che la società sia stata abbastanza chiara. Noi abbiamo un solo obiettivo: far stare la squadra nel miglior modo possibile, farla lavorare al meglio e dare meno fastidi ai giocatori, perché sono loro che ci fanno vincere le partite. A oggi vi posso garantire che questo è molto complicato. A livello logistico stiamo lavorando in una difficoltà enorme, enorme! A tal proposito voglio ringraziare i nostri magazzinieri, Cirino e Giuseppe, perché sono due stacanovisti incredibili e forse le uniche due persone che vogliono veramente bene al Messina per i sacrifici che fanno ogni giorno. Viviamo in una situazione indegna sotto il profilo logistico e si stanno facendo tantissimi sacrifici. La società è attiva a 360 gradi perché vuole tutelare i propri investimenti. Si sta cercando una soluzione per dare un vantaggio alla squadra e non uno svantaggio. In questo momento, giocando al ‘San Filippo’, diamo uno svantaggio alla squadra. Per una squadra è fondamentale giocare dove si allena, e noi in questo momento non lo stiamo potendo fare né al ‘San Filippo’ né al ‘Celeste’. Non sta a me parlare dei motivi tecnici. Parlo costantemente con il direttore Pellegrino, sono fin troppo esigente. Ma siamo in una categoria dove tante squadre fanno di questo campionato un dopolavoro. Noi non lo facciamo e abbiamo esigenze diverse. Vorrei che si capisse una volta per tutte l’importanza di questo progetto Messina. Non sto riscontrando questa comprensione. C’è una proprietà che sta facendo investimenti importanti, da Serie D di alto livello, ed è corretto che questo progetto venga tutelato. Le difficoltà quotidiane che troviamo sono enormi. La dirigenza sta lavorando per risolvere queste problematiche. Il tempo passa, siamo ad ottobre e non è cambiato nulla da luglio, quindi qualcosa deve cambiare. Io, i giocatori, il direttore siamo di passaggio; la storia del Messina non va calpestata. Una città come questa deve avere nella squadra di calcio la propria cartolina, e oggi questa cartolina è sbiadita e calpestata. Le proprietà che investono seriamente vanno coccolate perché portano lustro e progettualità.»

CONVOCATI