MESSINA, ragazzi giallorossi provate a non arrendervi !
La disperazione per una probabile retrocessione in Eccellenza del Messina calcio nasce da un amore e fede della gente che non si rassegna a cotanto funesto epilogo della biancoscudata. Paradossale che un atto d’amore sfoci in violenze verbali ed espressioni di resa incondizionata. Ma succede in questi contesti deludenti.
Il nuovo corso Racing City Group aveva iniettato acqua santa (per stare dentro la Pasqua) sulle ferite sopportate dal popolo giallorosso per tanti anni.
Anni bui, spezzati da qualche gioia e speranza. Vedi la promozione in C targata Novelli– D’Eboli–Del Regno dell’anno Covid spezzata sul nascere dalla incredibile decisione di Pietro Sciotto di azzerare il successo e riportare tutto in tentativi approssimativi e giustamente perdenti. Neanche un dirigente storico e navigato come Lo Monaco ha potuto mettere il segno al carro rotolante in quegli anni dopo promozione
Ora con “Santa Chiara rubata si cercano porte di ferro” ma i tempi per riparare sembrano nemici.
Così si pensa ad un amico di sempre Cocchino D’Eboli per un tentativo a 4 passi da un disastro troppo vicino.
Si troppo vicino. Guarire una persona ci può stare, restituire la salute a 20 ragazzi piu una numerosa tifoseria indigente è roba per i santi più vicini a Dio.
Rigenerare lo spirito da guerriero di un allenatore (Feola) ormai sopraffatto da risultati mai ottenuti pare impresa titanica.
La società nervosa e sfilacciata col passionale presidente social Justin Davis e il vice Morris Pagniello sembra barcollare fra onde irrequiete e dissonanti
La squadra riprenderà dopo Pasquetta a correre verso una partita, col Ragusa, che sa di ultima spiaggia ma i ragazzi restano avvolti nei misteri che condizionano la stabilità fisica e mentale.
Basta citare i loro referenti per un campionato di 4a categoria. Ecco fra dirigenti e allenatori quante persone hanno dovuto ascoltare, quante teorie, quanti moduli, quante parole. Ecco i nomi: Pres. Justin Davis, v.pres. Morris Pagniello, Ds Martello, Ds Evangelisti, alto consulente Corda, allenatori Romano, Parisi, Feola con Savonarola fedele vice nonostante l’annuncio flash di tale Livieri, mai visto, come secondo di un Romano inconsapevole. Aggiungiamo pure lo staff intero e i collaboratori dirigenziali assidui e operativi nel tamponare la continua assenza dei vertici.
Viene fuori una miscela di interpreti che non trova riscontro neanche nelle squadre più titolate al mondo.
Così i calciatori vivono la loro gimkana mentale e le gambe perdono forza. Cosi la sintesi domenicale è scontata. Sarà un flop sempre.
Lo spirito guerresco del girone d’andata si trasforma in (dice Feola) paura di vincere.
Ma la paura feoliana è stata maldestramente iniettata da processi continui di incertezza gestionale. Normale, caro don Vincenzo, che scatti un riflesso sui calciatori, neanche tutti esperti e corazzati.
Quindi che si fa a tal punto ?
Si spera nell’avvento dello stimato ed esperto Cocchino? Ma i tempi dicono che si tratta di una idea che, fra l’altro, ha preso il via ma tarda a concretizzarsi. Sarà Davis, che tornerà in città per fine settimana, a decidere ? O sarà Pagniello a gestire la vicenda ?
Sarà Romano a firmare l’ultimo atto della stagione o varrà la dichiarazione di conferma per Feola del presidente Justin ?
L’unica risposta tipicamente messinese è….BOH !
In questo quadro l’ultima chance, forse, viene dallo spessore morale e caratteriale dei calciatori.
Pare opportuno che i più esperti creino miracolosamente un gruppo di uomini che sappiano autogestirsi con coraggio e sani sacrifici professionali e siano loro a lottare con la forza rimasta per una storia troppo illeggibile e scritta fuori dal campo di gioco con superficialità.
