LUTTO | Morto a soli 22 anni il calciatore Christian Alabi. Il ricordo dell’ Fc Tirrenica
E’ morto dopo essere rimasto gravemente ferito in un incidente in moto avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11, il calciatore Christian Alabi. Per lui, classe 2004, importanti esperienze in Serie D con il Gallipoli, in Eccellenza con l’Elettra Marconia e in Promozione con il Militello. Questo integralmente il ricordo della società:
“CIAO CHRISTIAN, LA TUA STORIA MERITAVA UN FINALE DIVERSO. ![]()
Oggi, a seguito di un tragico incidente stradale a Sant’Agata di Militello, ci ha lasciati Christian Alabi.
Dietro il suo nome c’è una storia che forse non tutti conoscono. Una storia fatta di difficoltà, sofferenza, solidarietà e speranza. Una storia che merita di essere raccontata.
Christian arrivò in Sicilia nel 2023 grazie all’interessamento dei dirigenti dell’ASD Rosmarino Calcio attraverso il suo procuratore .Era un giovane ragazzo con un sogno semplice, ma grande: giocare a calcio e costruirsi un futuro migliore.Proveniva dal Benin ,uno degli stati più poveri al mondo.
Durante la stagione, però, un grave infortunio lo costrinse a sottoporsi a un intervento chirurgico. I lunghi tempi di recupero gli impedirono di tornare in campo.
A quel punto, non potendo più proseguire il suo percorso calcistico, cercammo di contattare il suo procuratore per organizzare il rientro di Christian a casa. Ma nonostante le ripetute telefonate, non ricevemmo più alcuna risposta.
Fu proprio in quel periodo che venimmo a conoscenza di una realtà ancora più dolorosa: Christian non aveva più una famiglia a cui tornare. I suoi genitori erano morti durante un conflitto nel suo Paese d’origine.
Ci trovammo davanti non più soltanto a un calciatore infortunato, ma a un ragazzo solo, lontano dalla propria terra, senza punti di riferimento e con un futuro tutto da ricostruire.
Così ci impegnammo per trovare una soluzione, fino a quando una famiglia del territorio decise di aprirgli le porte della propria casa e, soprattutto, del proprio cuore.
Lo accolsero come un figlio.
Da quel momento, per Christian, iniziò una seconda vita.
Trovò l’affetto di una famiglia, un lavoro, una quotidianità, una stabilità. Finalmente aveva trovato un posto da poter chiamare casa e la possibilità di guardare al domani con speranza.
Quel ragazzo arrivato in Sicilia con uno zainetto ed un paio di scarpe ,per inseguire un pallone aveva trovato qualcosa di molto più importante: una famiglia, una casa e un futuro.
Oggi, purtroppo, quel futuro è stato spezzato in maniera improvvisa e terribile.
Fa male pensare a tutto ciò che Christian aveva attraversato, alle difficoltà che era riuscito a superare e alla vita che, con tanta fatica, era riuscito finalmente a costruirsi.
Questa storia ci ricorda che il calcio non è fatto soltanto di risultati, classifiche, vittorie e sconfitte. A volte, dietro una maglia, si nascondono storie umane che valgono molto più di qualsiasi trofeo.
Christian, eri arrivato da lontano cercando un’opportunità. Qui avevi trovato una famiglia. Qui avevi ricominciato a vivere.
Avresti meritato molti altri anni per goderti tutto ciò che avevi conquistato.
Un pensiero particolare va alla famiglia che ti ha accolto e amato come un figlio, dimostrando con i fatti il significato più autentico della parola umanità.
Negli anni successivi ci capitava spesso di incrociare Christian per le strade di Sant’Agata di Militello. Lo vedevamo sempre con il sorriso sulle labbra, quel sorriso spontaneo di chi, dopo aver conosciuto tante difficoltà, aveva finalmente trovato la propria serenità.
Era il sorriso di un ragazzo felice, che aveva trovato il suo posto nel mondo, una famiglia che gli voleva bene, un lavoro e una vita da costruire.
E ogni volta che lo incontravamo, vederlo così era per noi motivo di grande soddisfazione. Perché, al di là del calcio, sapevamo di aver contribuito, anche solo in parte, a regalargli una nuova possibilità.
Oggi, ripensando a quel sorriso, fa ancora più male sapere che quella felicità, conquistata dopo tante sofferenze, sia stata spezzata così tragicamente.
Riposa in pace, Christian. La tua partita più importante non l’avevi giocata su un campo di calcio, ma nella vita. E meritavi di vincerla fino in fondo. 
