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Arnaboldi: “Ho ancora voglia di giocare, ma non escludo il ritiro. Davis? Arnaldi l’arma in più, Italia competitiva anche senza Sinner e Fognini”

Andrea Arnaboldi è intervenuto in esclusiva ai microfoni della testata sportiva News.Superscommesse. Nel corso di questa lunga intervista, il tennista ha parlato di obiettivi, del suo futuro e del momento del tennis italiano. Infine uno sguardo sulla Coppa Davis, sulla mancata convocazione di Fabio Fognini e sul forfait da parte di Sinner.

Che tipo di stagione hai vissuto finora?
“Dopo gli US Open del 2022 ho avuto problemi importanti alla schiena e un brutto infortunio ai pettorali che mi ha tenuto fuori praticamente fino alla fine dell’anno. Questa situazione mi ha fatto indietreggiare parecchio in classifica, relegandomi oltre il 700esimo posto. E’ stato un anno difficile, ho perso dei punti in classifica importanti che mi hanno costretto a giocare tutte le qualificazioni dei challenger, oltre a non stare bene fisicamente”.

Per la prossima stagione, che progetti e che obiettivi ti poni?
“A me piace tanto giocare, ma in questo periodo non escludo niente. Sono in un momento di riflessione, voglio continuare a giocare ma devo capire come e in che modo. Giocare di più in doppio potrebbe anche essere la strada giusta da intraprendere, però ora non sono in condizione di dare una risposta definitiva”.

Prendi in considerazione anche l’ipotesi di un ritiro?
“Prendo in considerazione anche questa ipotesi. Prendo in considerazione tante possibilità al momento, anche se non ho deciso ancora quale potrebbe essere la migliore. Le sensazioni in campo, sia fisiche che mentali sono comunque positive e la voglia ancora è tanta, quello è sicuro”.

Coppa Davis in arrivo, vedi l’Italia protagonista?
“La squadra è ottima e completissima, siamo favoriti e saremo sicuramente protagonisti. E’ stato convocato anche Arnaldi, che diventerà ormai l’arma in più dell’Italia in Davis. I ragazzi faranno sicuramente bene. Dispiace per il forfait di Sinner”.

Come giudichi l’esclusione di Fognini e tutto ciò che ne è scaturito con Volandri?
“Da italiano e da giocatore sono molto dispiaciuto che ci siano questi attriti, questi “scambi di vedute” all’interno della Nazionale. Capisco Fabio Fognini da un lato, che ha sempre onorato la maglia azzurra e aveva voglia di continuare a farlo, ma capisco anche Filippo Volandri che, dal canto suo, ha ritenuto in un miglior momento di forma altri giocatori. Anche senza Fognini e Sinner l’Italia è molto completa e competitiva, con un giocatore in più nel motore come Arnaldi”.