CalcioPrimo PianoSportVarie

ACR MESSINA – Mister Romano rompe il silenzio: “Io e Martello avevamo creato una quadratura perfetta. Il mio futuro? Solo vicino casa, ho già detto no alla D”

A sei mesi di distanza dall’ultima conferenza stampa, ritorna a parlare l’ex mister giallorosso Pippo Romano. Rintracciato telefonicamente da Giacomo Valenti per PascalDesiato.com e Sportmenews, il mister spiega le sue emozioni, e lo fa con la serenità di chi sa gestire le pressioni — “una mia peculiarità anche quando ero in panchina la domenica”, sottolinea — ma anche con la schiettezza di chi non ha digerito il modo in cui è stato vanificato un mezzo miracolo sportivo. Il distacco forzato dal campo non ha mitigato l’affetto per la piazza, ma ha lasciato intatta la lucidità nel guardare a un’annata finita nel peggiore dei modi per i colori biancoscudati.

​Il tecnico torna con la mente ai mesi trascorsi sulla panchina giallorossa, un’esperienza intensa vissuta fianco a fianco con il Direttore Sportivo Martello: “Eravamo riusciti a creare una quadratura perfetta e una sintonia importante fin quando ci siamo stati. Poi, una volta andati via, tutto è sembrato crollare, fino a un epilogo mortificante per la storia di questo club e per la sua gente”.

Resta però l’orgoglio per il percorso umano e professionale e per un girone d’andata straordinario che aveva riacceso l’entusiasmo: “Rivivere la città e ricevere l’affetto della gente è stato bellissimo e gratificante. Purtroppo il finale di stagione poteva e doveva essere diverso. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso, si dice in questi casi… Anche se a piangere, purtroppo, oggi sono l’intera città e la tifoseria”.

​L’analisi si sposta poi sul profondo legame con l’ex DS Martello, un binomio che va ben oltre il rettangolo verde e che nelle ultime ore viene accostato con insistenza al Milazzo. “Ci sentiamo ogni giorno, ci lega una solida amicizia oltre che un rapporto professionale”, spiega il mister, “A prescindere da quale sarà la sua prossima destinazione, parliamo di un professionista competente, serio e onesto. Qualità che purtroppo non sono state apprezzate come meritavano, e non parlo certo della stampa o della tifoseria”.

Guardando al futuro, le idee del tecnico sono chiarissime, soprattutto sul piano logistico e motivazionale. Le richieste non mancano, ma i criteri di scelta sono cambiati: “Voglio stare vicino a casa, il mio futuro non sarà più lontano dagli affetti. Proprio pochi giorni fa ho rifiutato un’opportunità in Serie D”.

L’unica deroga a questa regola geografica era stata proprio lo Stretto, una scelta di cuore e di coraggio che il mister rivendica con forza: “Quell’eccezione l’avevo fatta solo per il Messina, accettando una situazione iniziale disastrosa dove tutti mi davano del matto e che chiunque altro rifiutava. Poi, nel prosieguo, con l’avvento della nuova società, c’era la fila di direttori e allenatori pronti a proporsi. Ma nella vita ci vuole senso di appartenenza: e quello, senza offesa per nessuno, penso di averlo dovuto dimostrare solo io”.

​In chiusura, il pensiero più dolce è per chi ha sempre sostenuto la squadra, anche nei momenti più bui: “Mando un grande abbraccio a tutti gli sportivi e agli ultras che mi hanno sempre dimostrato un affetto e una stima che ricambio con tutto il cuore”.