PAGELLE. Messina a due facce con alcune sufficienze e…zero punti

@Foto Acr Messina

A Foggia, un Messina che riesce a fare un discreto primo tempo davanti ai pugliesi che, priva  di un trequartista come Schinetti e dell’esterno sinistro D’Ursi, è sembrata una squadraccia senza testa. Tant’è che per tutto il primo tempo i pugliesi trovavano grosse difficoltà nella costruzione della manovra, saltando spesso il centrocampo con passaggi lunghi e soffrendo il pressing dei giallorossi finché il fisico li ha retti. Ne risultava una prima parte di gara senza occasioni da rete evidenti e, prova ne sia, l’unico calcio d’angolo battuto proprio dalla squadra di mister Cinelli. Nella ripresa il ritornello cambiava, sia per la maggior spinta dei rossoneri che per il prevedibile calo atletico dei biancoscudati. E’ evidente come, non avendo grandi potenzialità in avanti, il Messina quando arretra il proprio baricentro vada incontro al rischio di subire reti, non avendo mai trovato un assetto definitivo a difesa e centrocampo e, quindi, l’utilizzo di troppe pedine nelle partite sin qui disputate non riesce ad offrire solidità davanti la porta. In questo, altra prova evidente è quella fornita dai primi due calci d’angolo battuti dai satanelli in cui scaturivano uno dopo l’altro: un calcio di rigore ed il gol di Petermann. Non si può pretendere la massima concentrazione in fase difensiva per una compagine che cambia per 16 volte la presenza di giocatori tra difesa e centrocampo.

I cambi in corsa in casa giallorossa, davano un pò di brio alla squadra peloritana che, però, riusciva, come sempre, a sprecare i contropiedi regalati dagli avversari per la mancanza cronica di ultimo passaggio o di veri finalizzatori.  E questa volta, è persino il tecnico di giornata Cinelli a certificarlo, confermando che il Messina non conclude o non sa concludere, mancano del tutto solisti del gol, che siano attaccanti puri o centrocampisti dal tiro al fulmicotone.

Dunque, a prescindere da qualsiasi budget, anche le operazioni di mercato  sono state poco lungimiranti e cieche a certe evidenti esigenze della rosa. Ed è  pretestuoso ed offensivo propinare ai messinesi certe teorie  come quella esternata solo pochi giorni fa: “vi sembra facile trovare giocatori?” Perchè non è passato molto tempo da quando dirigenti responsabili del Messina riuscivano a “trovare” pedine, necessarie e mancanti in rosa, a novembre, dicembre o gennaio (vedi Salerno, Ferrigno, D’Eboli). Né tanto meno si può continuare la tiritera che, comunque, stiamo lanciando giovani, quando questi sono preminentemente contrattualizzati in prestito e di appartenenza di altre società.

Via, quindi, alle pagelle che oltre alla valutazione singola, risentono del comportamento di reparto e di tutta la squadra, al di là del risultato:

Lewandowski: si guadagna la pagnotta. Forse poteva fare qualcosa sull’angolo da cui nasce il calcio di rigore, si rifà sull’esecuzione non perfetta di Petermann che gli regala mezzo punto in più. Voto 6,5

Angileri:  come tutta la difesa, nel primo tempo non soffre per nulla la pressione foggiana, la ripresa è un’altra cosa sopratutto quando entra Di Noia dal suo lato. Voto 6

Ferrini: Vale quanto detto per Angileri, ma lui un grosso errore lo commette quando regala il calcio di rigore tirando la maglia di Vuthaj. Voto 5,5 

Filì: fin quando rimane in campo non ha grossi problemi. Duro nei contrasti, rischia il giallo. Molla per un problema al ginocchio. Voto 6 

(37′ pt Trasciani: messo a riposo dopo la gara sul fango del “Franco Scoglio”, si ritrova in campo per l’infortunio del compagno. Errore da matita rossa la marcatura di Petermann nell’azione del gol. Voto 5) 

Konate: è sempre un giocatore fuori ruolo, più di tanto non può dare, utile in fase difensiva meno in fase d’attacco. Voto 5,5

(1′ st Fazzi: venti minuti, prima di infortunarsi, per non fare meglio del compagno sostituito. Voto 4,5)

(20′ st Fiorani: forse sarebbe stato più utile sin dall’inizio della ripresa. Il ragazzo ha qualche numero ma non lo sfrutta bene con qualche lancio errato. Voto 5)

Marino: messo da parte da troppo tempo va a sprazzi. Bene il primo tempo, come i compagni rallenta nella ripresa ed, a quel punto, Peralta e compagni lo sovrastano. Voto 6 

Fofana: esattamente come il compagno di reparto. Abbastanza visibile nella prima parte quando è il centrocampo giallorosso a gestire il gioco. Tenta anche la conclusione. Voto 6 

Versienti: esterno classico (difficile da trovare in questa squadra ed anche in quella dello scorso anno), gestisce bene la palla e non si fa surclassare fisicamente, cala nella ripresa. Voto 6

Zuppel: il ragazzo manca di tecnica pura, ma dimostra di essere l’unica vera punta classica. Assente in fase realizzativa, copre bene col proprio corpo gli appoggi dei compagni per far salire la squadra. Voto 5,5

Balde: niente di nuovo all’orizzonte. Corre, pressa fintanto che il fisico lo regge, ma non può fare altro perchè non serve all’espressione massima del gioco (fare gol). Voto 5

(14′ st Grillo: come sempre, appare brioso nei primi minuti in cui scende in campo ma si perde quando deve essere risolutivo. Avrebbe l’occasione giusta ma non riesce a far tremare il portiere del Foggia. Col passar del tempo perde smalto. Voto 5,5)

Iannone: magari in un attacco con compagni più esperti potrebbe sfruttare la sua continua ricerca della porta, ma non qui, non con compagni che la vedono meno di lui. Voto 5

(1′ st Catania: potrebbe valere anche per lui quanto detto per il compagno a cui subentra. Offre qualche strappo di velocità ma Garattoni gli prende la misura e lo annulla. In ogni caso i suoi strappi chi dovrebbe finalizzarli? Voto 5).

All. Cinelli: da premiare la chiarezza a fine gara, lo ripeta come un mantra a presidente, Dg, Ds ed allenatore in prima e questo gli vale mezzo punto in più. Per quello che c’è in rosa, forse, poteva fare qualche cambio diverso in tempi ed in uomini a sua disposizione. Voto 5,5