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MESSINA – RAGUSA, tra mille incertezze e una partita da vincere.

Il Messina attraversa una fase in cui i riferimenti tattici sembrano vacillare e le scelte di formazione sono inevitabilmente condizionate dallo stato fisico dei giocatori a disposizione. Nelle ultime settimane la squadra ha cambiato più volte assetto senza trovare quella continuità di prestazioni che avrebbe permesso di dare solidità al progetto tecnico.

Il 4-2-3-1 schierato contro Vibonese e Gelbison pareva aver indicato una strada. A livello di struttura il modulo aveva assicurato una discreta compattezza difensiva e un buon equilibrio nella gestione degli spazi, almeno nei primi 45 minuti contro i campani. Il riscontro, però, è stato di un solo punto raccolto, e soprattutto l’ennesimo crollo nella ripresa che  ha cancellato quanto di positivo costruito fino a quel momento. Uno schema che si è riproposto con frequenza preoccupante negli ultimi mesi.

A Torre Annunziata, prima della sosta pasquale, mister Feola ha cambiato rotta affidandosi a un 3-5-1-1 che ha portato diversi esperimenti. L’esito non è stato quello auspicato: il nuovo schieramento non ha dato i risultati sperati e ha finito per limitare anche chi stava vivendo un buon periodo di forma, come Oliviero, apparso condizionato dal diverso compito tattico.

La ripartenza non passa solo da ragionamenti di sistema, ma è legata a doppio filo agli uomini che l’allenatore avrà effettivamente a disposizione. Le defezioni e le condizioni atletiche della rosa incideranno sulle decisioni tanto quanto le idee di gioco.

Mancherà Clemente, mediano che aveva disputato una prova convincente nello schermo davanti alla difesa al fianco di Garufi. La sua assenza restringe le alternative in mediana. Anche Roseti, utilizzato da punta di riferimento nelle ultime gare, non è al top: ci sarà domenica, ma una maglia da titolare non è scontata, con Tedesco pronto a partire dall’inizio se lo staff lo riterrà opportuno.

Da valutare con attenzione il rientro di Zucco, assente contro il Savoia. Era stato lui a fare da collante sulla trequarti, un ruolo difficile da affidare ad altri senza compromettere i meccanismi dell’intera manovra. Discorso simile per Aprile, la cui presenza resta ancora in dubbio.

Un discorso a parte va fatto per la porta. L’avvicendamento tra Sorrentino e Giardino nell’intervallo dell’ultimo match ha generato più di un interrogativo nell’ambiente. Una mossa letta in modi differenti e che aggiunge un altro punto interrogativo in un momento già complicato della stagione.

Il Messina si presenta quindi al prossimo impegno con nodi da sciogliere su più livelli: l’assetto tattico, la tenuta mentale nei passaggi a vuoto e la gestione di un organico accorciato dai problemi fisici. Il tecnico dovrà incastrare tutti i pezzi di un mosaico complesso, cercando la soluzione migliore in un contesto dove i margini di scelta si assottigliano di giornata in giornata.