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MESSINA – E ora?…Non ci resta che pregare

L’ennesima sconfitta casalinga di ieri del Messina ha lasciato degli strascichi. Una squadra che, nonostante un buon primo tempo, va a sgretolarsi alla prima difficoltà senza avere la forza di reagire. È successo anche ieri: il primo tempo è stato giocato bene, anche grazie a una Gelbison poco concentrata che, con Liurni, aveva anche graziato sbagliando un gol a tu per tu con Giardino. Tutto molto bello anche perchè pochi istanti prima il Messina era passato in vantaggio con Roseti, inspiegabilmente tenuto in panchina nelle gare precedenti. C’erano tutti i presupposti per una giornata positiva. Poi è successo l’impensabile: una lite accesa tra l’allenatore in seconda Savanarola e Liurni come “Sliding Doors” della gara, con quest’ultimo che pare  volesse dire “ok, nel secondo tempo vi faccio vedere io”. Ed ecco, nemmeno due minuti del secondo tempo, la Gelbison si trasforma nel Real di Ancelotti, Liurni sembra tarantolato, gol con tanto  di “continuiamo, andiamo a vincerla” (a gesti). Il Messina non capisce più nulla. Passano altri pochi minuti e la Gelbison raddoppia, questa volta con De Martino su iniziativa del solito “Cristiano Ronaldo” Liurni. Il “Franco Scoglio” inizia a rumoreggiare, in tribuna il vicepresidente Pagniello è inerme e col capo chino, sembra  dire “non so come sia potuto accadere”, impotente di fronte ai primi fischi.

Eppure, qualcosa la si poteva fare, molto prima di ieri, come non intaccare l’operato Romano-Martello, ma fidarsi al 100% di quelli che nella prima parte stavano compiendo un vero e proprio miracolo sportivo. Se chi decide fosse stato davvero interessato alle sorti del Messina, bastava dire “fate voi, anzi ditemi voi cosa dobbiamo fare”. Invece, con troppa superficialità e un po’ di egoismo, si è riusciti a distruggere un giocattolo, dal tasso tecnico basso ma costruito su cuore, attaccamento alla maglia e gruppo. Valori che ora si fanno fatica persino a intravedere.

E, come se non bastasse, in ogni normale società di calcio, dalla categoria più bassa alla serie A, il dopo-gara di ieri si sarebbe dovuto gestire in maniera diversa. Mettendoci la faccia, ci saremmo aspettati una conferenza di Pagniello, e devo dire la verità, la cosa mi avrebbe anche messo un po’ più di tranquillità. Mi sarei aspettato l’allenatore, da persona navigata, recitare il mea culpa. Mi sarei aspettato anche un direttore sportivo che avrebbe difeso a spada tratta allenatore e giocatori. E invece, da società poco esperta, hanno mandato due ragazzi, tra cui uno del 2006. Anzi, vorremmo proprio elogiare i due calciatori per aver sposato anche responsabilità non loro.

Detto ciò, giovedì si va in casa del Savoia e, visto che ormai ci dobbiamo attaccare alla buona sorte e ai miracoli, che dire (!?)… inizieremo a pregare già da oggi.