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La Ternana è fallita, ripartirà dai dilettanti. Ecco chi viene ripescato in Serie C

La doccia fredda è arrivata questa mattina. La Ternana Calcio è fallita. Nessuna offerta è pervenuta all’asta telematica del Ministero della Giustizia per l’acquisto del ramo d’azienda sportivo del club rossoverde. Dopo cent’anni esatti di storia, celebrati lo scorso ottobre, le Fere escono dal calcio professionistico.

A far saltare il banco, secondo quanto riporta Italpress, è stato il passo indietro di un componente della cordata. Insieme all’imprenditore Fabio Splendori e all’advisor Massimo Sarandrea, un terzo soggetto avrebbe dovuto completare l’operazione. “Avrebbe dovuto rispondere a una mail dopo aver dato la sua disponibilità l’altra sera, ma oggi è risultato irreperibile”, spiega Sarandrea. “È quindi venuta meno una condizione fondamentale che, sommata alle valutazioni sugli alti costi dell’operazione tra debiti pregressi e spese vincolanti per la prossima stagione, ci ha indotto a fare un passo indietro. Questo non vuol dire che sia finita qui, visto che saranno ora il regolatore e le istituzioni a valutare se il nostro progetto, nel quale crediamo, potrà avere tempi soltanto più lunghi”.

Ma intanto il verdetto è inappellabile: il club, con cent’anni di storia alle spalle, dovrà ripartire dai dilettanti. È il terzo fallimento nella centenaria vita della Ternana. Sui social esplodono rabbia e sconforto dei tifosi, che nel frattempo hanno costituito l’associazione “La Ternana siamo noi” per tentare la strada dell’azionariato popolare.

Una parabola discendente rapidissima. La Ternana era passata da Stefano Bandecchi, diventato sindaco di Terni nel 2023, a Nicola Guida, poi ai fratelli D’Alessandro e infine, nell’ultima stagione, alla famiglia Rizzo. Proprio la gestione Rizzo ha decretato la liquidazione volontaria, trasformatasi poi in giudiziale. La palla passa ora al Tribunale. La città è sotto choc.

E ora i ripescaggi: Foggia in pole, Milan Futuro quasi fuori

Il fallimento della Ternana libera un posto in Serie C per la stagione 2026/27. La FIGC ha da poco ridefinito i criteri per i ripescaggi. L’ordine è il seguente:

1. Una nuova Seconda Squadra di Serie A
2. Una retrocessa dalla Serie C
3. Una vincente dei playoff di Serie D
4. Un’eventuale Seconda Squadra di Serie A partecipante al campionato di Serie D

Considerando che non è previsto l’inserimento di una nuova squadra Under 23 — Roma e Lazio non si sono mosse in tal senso — il primo criterio decade. In cima alla graduatoria sale quindi una squadra retrocessa dalla Serie C nella scorsa stagione. In questo scenario, il Foggia è il club con la situazione più favorevole e le chance maggiori di ripescaggio.

Al terzo posto nella graduatoria ci sarebbe una delle vincenti dei playoff di Serie D. Praticamente nulle, invece, le possibilità per il Milan Futuro: occupa il quarto posto come Seconda Squadra di Serie A già partecipante alla Serie D.

La Ternana esce di scena. Il calcio professionistico perde una piazza storica. E un’altra città si interroga su come sia possibile cancellare cent’anni di storia in pochi mesi.