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ESCLUSIVA – Trapani, parla il DG Strano: “Riconquistiamo la nostra casa. Per questi colori darò tutto”

Dalle difficoltà del passato al pieno potere gestionale conferitogli dal presidente Valerio Antonini: il neo Direttore Generale granata si racconta tra emozione, gestione dello stadio e un appello viscerale alla piazza.

​Un bagaglio di esperienza profondo nel calcio siciliano, maturato in piazze calde ed esigenti come Akragas, Paternò e Acireale, prima di raccogliere la sfida del Trapani.

Arrivato in granata inizialmente come Club Manager, Graziano Strano ha conquistato in breve tempo la totale fiducia del presidente Valerio Antonini, che gli ha conferito poteri ancora più ampi e una completa operatività nominandolo nuovo Direttore Generale della società. Con un margine di manovra centrale per la gestione del club a 360 gradi, il dirigente fa il punto della situazione ai nostri microfoni tra visione aziendale, obiettivi sul campo e il legame con la tifoseria.

​Un’investitura accolta con profonda gratitudine e un pizzico di commozione dal diretto interessato: «Questo è un percorso che vorrebbero fare in tanti, quindi darò davvero tutto me stesso per ricambiare la fiducia che mi è stata concessa. Quando il presidente mi ha comunicato la sua decisione ho gioito come un bambino. Sono profondamente emozionato perché Trapani rappresenta una piazza storica, e stiamo facendo l’impossibile per riportarla dove merita. Dopo un biennio complesso tra Akragas e Acireale, dove sono sceso in campo in prima persona da amministratore unico, sentivo il bisogno di un cambio di passo: quando il presidente Antonini mi ha illustrato la sua volontà, ho accettato senza esitare un istante».

​L’operatività quotidiana e le strategie di vertice viaggiano ora su binari ben definiti, a partire dal fattore campo e dal forte legame con il territorio per affrontare un torneo d’alto livello: «La priorità assoluta è riportare il Trapani a casa sua, per poi giocarci il campionato a viso aperto contro corazzate del calibro di Reggina, Nissa, Igea Virtus e Siracusa. Vogliamo lottare alla pari con loro. Per riuscirci, però, abbiamo un bisogno vitale della nostra città e del nostro pubblico. Il presidente ha già compiuto un passo fondamentale riavvicinando il club al territorio. Va ricordato chiaramente che Antonini non ha mai voluto allontanare la squadra per sua scelta, ma perché costretto dalle circostanze e da chi gli imponeva di lasciare lo stadio. Oggi abbiamo la fortuna di disporre di una struttura in gestione per altri sette anni: affrontando sacrifici importanti per ottenerne l’omologazione, questa diventerà la nostra vera casa di appartenenza. Tornare ad allenarsi e a giocare stabilmente a Trapani rappresenta già un traguardo decisivo».

​In questo quadro di ripartenza e ristrutturazione aziendale, il Direttore Generale rivolge un appello accorato e senza filtri a tutta la tifoseria granata: «Chiedo ai tifosi di pensare prima di tutto alla maglia che, nonostante mille peripezie, è tornata finalmente a Trapani. Il presidente e il suo entourage hanno profuso ogni sforzo per far sì che questo accadesse. A tutti i trapanesi che amano questi colori chiedo di starci vicini; e anche a chi vorrà muovere delle critiche, chiedo di farlo da vicino, allo stadio, così da darci l’opportunità di dimostrare sul campo che ce la stiamo mettendo tutta per la città. Con tutto il rispetto per le altre realtà, non ci chiamiamo San Vito Lo Capo: noi ci chiamiamo Trapani Calcio».