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Pietro Infantino: «La garanzia Varela, il legame con Messina e il mio futuro: cerco entusiasmo e progettualità»

Oltre 500 panchine tra Serie D e Lega Pro rappresentano un bagaglio di esperienza e gestione tattica che pochissimi tecnici possono vantare.

Pietro Infantino incarna la figura dell’allenatore di lungo corso, capace di plasmare gruppi, valorizzare risorse e trascinare le proprie squadre verso traguardi complessi, anche nei momenti di maggiore difficoltà.

​Rintracciato telefonicamente in un’intervista esclusiva per SportMeNews, il tecnico ha ripercorso le tappe recenti della sua carriera, tracciando un bilancio lucido tra passato e presente.

​L’ultima impresa a Favara ne è la dimostrazione palese: un percorso intenso, sigillato da risultati pesanti e dalla capacità di riprendere in mano la situazione nel momento decisivo. «È stata una bellissima esperienza a Favara, con due salvezze meritate sul campo», racconta Infantino al telefono. «Il secondo anno è stato più difficile, ma l’obiettivo è stato ottenuto con grande merito dopo il mio ritorno: nelle ultime 13 partite abbiamo conquistato 21 punti, valorizzando tutta la rosa che in quel momento era stata sottovalutata».

​Tra le note più liete di quella cavalcata c’è sicuramente la crescita esponenziale di Varela, oggi nuovo colpo di mercato e perno offensivo dell’ACR Messina.

Il lavoro del tecnico ha permesso all’attaccante di esprimersi al massimo livello, trasformandolo nel punto di riferimento assoluto della squadra “Varela é un grandissimo professionista e una grande persona», sottolinea Infantino durante la chiacchierata. «Ha realizzato 12 goal in 13 partite, portandoci alla salvezza anticipata».

​Per l’allenatore, parlare dei colori giallorossi significa toccare corde profonde. La piazza peloritana rappresenta un capitolo fondamentale della sua carriera, un legame mai interrotto: «Ho avuto l’onore di essere allenatore dell’ACR Messina in due anni diversi. È una piazza, con tifosi straordinari, che merita assolutamente il calcio professionistico».

​Oggi, archiviata l’ultima avventura, lo sguardo è proiettato in avanti. Nessuna ansia e nessuna fretta di firmare prima del tempo: la scelta della prossima destinazione passerà solo da motivazioni reali. «In questo momento mi godo la mia famiglia, aspettando il giusto progetto. Non l’ho trovato all’inizio della stagione, anche se ho avuto la possibilità di iniziare, ma non sono alla ricerca del semplice contratto: cerco una progettualità che mi dia grande entusiasmo e ambizione», ha concluso il mister.

Requisiti chiari e precisi per un tecnico pronto a ripartire e a sposare una nuova sfida.

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