La presa di posizione (con relativa minaccia di abbandono) del presidente dell’Acr Messina Justin Davis in ordine al “casino” Celeste-San Filippo ha creato un vespaio di polemiche e reazioni mediatiche e politiche con intrecci degni dei migliori prodotti cinematografici del “re della suspense” Hitchcock.
Il popolo e la stampa raccontano i fatti e propongono le loro istintive opinioni. La politica alza la voce e fornisce la sua posizione sul “casino” in questione.
REAZIONE POLITICA
Il consigliere Dario Carbone, di FDI chiede un’audizione urgente in Commissione Sport alla presenza del sindaco e degli assessori competenti. Sinistra Italiana e Adv, propongono un pronto tavolo di confronto per la soluzione di impasse della vicenda.
REPLICA DEL SINDACO
Il sindaco Federico Basile, contesta la ricostruzione fornita dalla società e invita a consultare la documentazione ufficiale. “Leggo con stupore le dichiarazioni del presidente dell’ACR Messina. La realtà raccontata oggi alla città non corrisponde a quella che emerge dalle comunicazioni ufficiali. Partiamo, quindi, dai fatti”, dice Basile. Il sindaco ricostruisce quindi il percorso delle richieste presentate dall’ACR Messina per l’utilizzo degli impianti.
Secondo Basile, il Comune ha risposto alle richieste e seguito i passaggi amministrativi, mentre le esigenze della società sarebbero cambiate più volte. Il 22 giugno l’ACR avrebbe chiesto il Franco Scoglio, per poi virare sul Celeste e successivamente nuovamente sullo stadio di San Filippo. “Le esigenze rappresentate dalla società rispetto all’utilizzo degli impianti sono cambiate più volte: inizialmente è stato richiesto il Celeste, successivamente lo Scoglio, poi nuovamente il Celeste e, infine, ancora lo Scoglio”, sostiene il sindaco. Basile richiama anche il parere favorevole espresso il 18 settembre dalla Commissione Comunale di Vigilanza per l’utilizzo del Franco Scoglio sia per le gare sia per gli allenamenti dell’Eccellenza e della Coppa Italia Dilettanti. “Il 22 settembre, aggiunge il primo cittadino, il Comune avrebbe semplicemente ricordato alla società che le richieste relative agli impianti comunali devono essere preventivamente autorizzate e che era necessario comunicare le giornate e le fasce orarie degli allenamenti. Il 25 settembre, secondo il sindaco, l’ACR avrebbe trasmesso la propria programmazione ringraziando il Comune “per la collaborazione assicurata fino a quel momento”. Da qui la netta presa di posizione di Basile. “Non ci sembra corretto che la città venga posta di fronte a una sorta di ultimatum: ‘o ci date quello che chiediamo oppure ce ne andiamo’”, ribadisce il sindaco, sottolineando che il Comune deve garantire l’utilizzo degli impianti a tutte le realtà sportive cittadine. “Il Comune mette a disposizione gli impianti che ha e continuerà a farlo nel rispetto delle regole e delle esigenze di tutte le società sportive della città. Non può però garantire a una sola squadra condizioni di utilizzo esclusive, sottraendo gli impianti alle altre realtà sportive”.
DISPONIBILITÀ POLITICA
Basile promette disponibilità al confronto per trovare soluzioni. “Restiamo, come siamo sempre stati e come dimostrano gli atti, pienamente disponibili al dialogo e al confronto per individuare soluzioni concrete ma il confronto deve avvenire “nel rispetto dei ruoli, delle regole e della verità dei fatti”. Il caso Celeste resta comunque vivo. L’ACR chiede spazio e condizioni indispensabili per il progetto sportivo; il Comune assicura il proprio impegno e sottolineando la necessità di garantire l’accesso agli impianti a tutte le società.
Al momento comunque c’è un impianto che viene utilizzato, ma sul quale si gioca una partita tra sport, disponibilità di spazi e orari e responsabilità politiche

