Site icon SportMe NEWS

Messina, Buonocore si confessa: “Con Romano ci si salvava. Per questa maglia ho sempre il cuore che batte”

Abbiamo ritrovato l’ex numero 10 giallorosso, uno dei simboli più amati della Messina che sognava. Dalla C2 alla Serie B, oltre 70 presenze, dribbling e gol che hanno fatto innamorare una città intera. Nel 2016 anche l’esperienza in panchina da vice allenatore.

C’è chi passa e chi resta. Enrico Buonocore appartiene alla seconda categoria. Il suo nome è legato a doppio filo a quella Messina operaia e caparbia che, anno dopo anno, risalì l’inferno dei dilettanti fino alla Serie B. Oggi, da lontano, guarda con il cuore in gola all’ultima, amara stagione dei giallorossi, ma guarda anche al futuro senza nascondere il desiderio di poter tornare un giorno a sedersi sulla panchina giallorossa.

L’abbiamo raggiunto per raccogliere il suo pensiero, senza filtri e con l’affetto di chi questa maglia l’ha sudata davvero.

Enrico, hai seguito il finale di stagione del Messina?
Buongiorno a tutti. È stata una delusione grande. Ho visto la partita di domenica e mi è dispiaciuto molto: fino alla fine ho sperato che la squadra riuscisse a salvarsi, ma la sfortuna e la mancanza di lucidità nei momenti decisivi hanno fatto la differenza”

Qual è stato, secondo te, l’errore più grande?
Sicuramente cambiare Romano. Con lui la squadra aveva trovato equilibrio e fatto tanti punti. Ero convinto che sarebbe riuscito a portare la nave in porto.

Un consiglio alla nuova proprietà?
Consigli non me la sento di darne, non conosco le dinamiche interne alla società. Però sono sicuro che quello che è successo quest’anno servirà da lezione. Chi ama davvero il Messina non può sbagliare due volte”.

Che idea ti sei fatto degli esposti presentati contro il club?
Sì, ne ho sentito parlare. Ma senza conoscere i fatti preferisco non entrare nel merito. Spero solo che certe vicende non distolgano l’attenzione da ciò che conta: il bene del Messina.

La tua avventura alla Santagidiese è finita prima del previsto. Cosa è successo?
Eravamo primi, abbiamo perso una partita e hanno deciso di cambiare. È il calcio”

E tu, oggi, cosa fai? Dove sei?
Vivo a Ischia e sono in pensione dal calcio giocato. Al momento non sto allenando, ma aspetto con calma il progetto giusto per l’anno prossimo”.

Se domani ti chiamasse il Messina, cosa risponderesti?
Sono un allenatore, è il mio lavoro. Se il Messina mi chiamasse, sarei disponibile a incontrare i proprietari per confrontarmi con loro. A Messina non alleni solo una squadra, ma una storia e una piazza esigente. Per questo è fondamentale condividere idee e obiettivi con la dirigenza. Tornare sarebbe per me un onore, per questa maglia ho sempre il cuore che batte”

Buonocore saluta con la voce piena di speranza.  La sua analisi è semplice e diretta: al Messina serve stabilità, serenità e progettazione.

La maglia biancoscudata non si dimentica. E chi l’ha onorata, come lui, continua a portarla addosso anche a distanza di anni.

Exit mobile version