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MEMORY | Luciano Orati, direttore d’orchestra di un Messina tanto amato

Luciano Orati, nato a Roma nel quartiere di Pietralata, classe ‘57, è cresciuto calcisticamente con una smisurata  passione per il calcio e, la sua scuola calcio, come per  i calciatori di quel periodo, era il campetto rimediato in terra battuta. 

Come lo stesso Orati spiega, “le società’ dilettantistiche Albarossa, San Lorenzo e soprattutto qualche stagione all’Almas Roma che era un fiore all’occhiello per tutto calcio Laziale, mi hanno fatto da trampolino di lancio verso società professionistiche”. 

 “Prima di approdare a Messina  – racconta – ho militato in B nel Varese con allenatore Eugenio Fascetti,  poi, dopo un’operazione al quadricipite vado nell’anno successivo  a Mestre in C. L’anno seguente finalmente approdo in una ottima società,’ il Benevento, e da lì posso dire  inizia la   carriera calcistica che mi ha permesso di mettermi in luce. Rimango quattro stagioni dove ho avuto il piacere di conoscere allenatori del calibro di Giuseppe Materazzi, Caramanno, Liguori ,  Bean”.

Il grande salto da calciatore Orati lo compie nel 1985 con il suo approdo a Messina, che presentava una struttura societaria e una quadratura tecnica ben definita, con una rosa composta da calciatori (Rossi, Bellopede. Caccia, Catalano e Schillaci), molto forti e superiori alla categoria.

Il Presidente era Turi Massimino e il tecnico Franco Scoglio. Nei ricordi di Orati l’allenatore eoliano si presentava come un “ottimo psicologo ,motivatore, educatore, organizzatore, gestore di uomini e figura aggregante. Andavo a sostituire  nel ruolo di centromediano metodista Giorgio Repetto e, quando Scoglio capì le mie capacità, riuscì a farmi entrare da titolare e non uscire più”.

In quella stagione quel Messina partì subito forte. In Coppa Italia la partita contro la Roma si decise 1-0 in favore dei peloritani proprio con un gol di Orati. Da lì partì una serie di vittorie che hanno permesso al Messina di vincere il campionati di C1 e salire in serie B, totalizzai 53 presenze e 5 gol.

Orati ricorda anche il ruolo della tifoseria del Messina Ci ha accompagnato per tutti i campionati, con le loro urla e i loro tamburi,  credo che noi li abbiamo ripagati, attraverso le nostre prodezze in campo”. 

Orati nella formazione del Messina 85-86 che conquista la serie B

La realtà adesso è ben più dura. Le due società in D sono frutto di errori che sono stati commessi. “Dopo essere arrivati in A è dura ricominciare da capo. Vediamo che ci sono altre nobili decadute Bari, Catania, Palermo e Foggia che hanno anche loro una storia calcistica alle spalle e, come il Messina, non meriterebbero di stare dove stanno”. 

Orati oggi segue e pratica il calcio a livello dilettantistico come allenatore professionista. In questo momento, causa la situazione sanitaria a livello nazionale, è tutto sospeso. 

“Il calcio  – conclude Orati – rispetto ai miei tempi è totalmente cambiato. Si gioca dalla 3a Categoria a salire; zona pressing alto, raddoppi di marcature e squadre corte. I talenti poi, sono in estinzione. Difficile che rinascano i Baggio, Van Basten, Del Piero, Maradona, Totti, dotati di fantasia, forza, libertà e capaci di saltare qualunque ostacolo tecnico e mentale. 

 

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