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L’ EDITORIALE. Caro Messina, per salvarti devi cambiare

Pietro Sciotto

Partita decisiva o no, il Messina ha perso tra le mura amiche anche contro l’onesta Fidelis Andria.

Sin qui un campionato costellato da tante delusioni, ma non poteva essere altrimenti.

La squadra è stata costruita in fretta e senza un filo logico, inadatta agli schemi sinora adottati prima da Sullo, poi da Capuano. Con una preparazione precampionato approssimativa e con la scellerata decisione di non confermare alcun elemento della rosa vincente del campionato di serie D, compreso l’allenatore Novelli, il quale aveva dato alla sua squadra un gioco. E che gioco!

Identica strada intrapresa per i dirigenti che avevano rimesso ordine in una società che nei precedenti anni aveva fallito l’obiettivo.

E adesso? Inutile piangere sul latte versato, ma si può uscire da questa situazione disastrosa?

È indubbio che l’undici attuale è inadatto al 3-5-2. I centrali, legnosi e lenti, non garantiscono recuperi e ci sarebbe da ridire anche sulla loro posizione in campo, sempre in ritardo e pronti al fallo. Meglio, forse, un 4-3-3, sperando nella dea bendata e su Adorante.

Perfettamente inutile trincerarsi in alchimie tattiche e inopinati cambi di ruolo, tale ipotesi si può mettere in atto nel caso in cui si posseggano degli ottimi giocatori capaci di eccellere nel ruolo abituale, per poi cercare di ottenere i medesimi risultati negli altri.

È indubbio che serve più di una scossa se si vuol uscire da questa situazione, la palla passa nelle mani del presidente Sciotto che deve fare i conti anche con i contratti fatti firmare ad inizio stagione.

Certamente, dovranno essere prese delle decisioni, l’immobilismo non paga, ma è certo che non si può continuare a disfare le poche cose buone fatte, a partire dal gioco della squadra di Giacomo Modica qualche campionato orsono, per arrivare al Messina dello scorso anno.

Per salvarsi i peloritani devono cambiare faccia e attori. Farsi aiutare da vecchie bandiere con gli attributi e da chi ama veramente i colori della squadra. Tutto questo. per evitare l’ultima retrocessione in D senza colpo ferire.

La clessidra ha già fatto cadere tanta sabbia, bisognerà vedere chi fermerà il conto alla rovescia. Serve l’aiuto di tutti, nessuno escluso.

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