“Parole, parole, parole”. Un ritornello che ha accompagnato il Messina calcio in questi ultimi anni, tra alti e bassi, speranze e delusioni. Eppure, qualcosa sembra cambiare. La nuova proprietà sta mettendo in campo piccoli grandi segnali di rinascita, cercando di scuotere la città e i tifosi dal torpore che li ha tristemente avvolti. I fatti, si sa, sono più eloquenti delle parole.
Finalmente iniziano a vedersi gli sponsor, segnali di un ritorno alla normalità, con aziende locali e non che riprendono a credere nel progetto Messina. Cose a cui non eravamo più abituati purtroppo.
I lavori di riqualificazione al San Filippo sono partiti, con interventi mirati nella zona VIP e all’entrata dello stadio, migliorie che puntano a rendere più accogliente e funzionale l’esperienza dei tifosi e degli ospiti.
E non è tutto: la festa per i 125 anni potrà essere un evento importante, con la partecipazione di tanti ex calciatori di livello che hanno voluto celebrare la storia del Messina. Un modo per ricordare le glorie passate e, perché no, per alimentare il desiderio di un futuro migliore.
La società ha anche annunciato l’intensificazione dei rapporti con le scuole e i giovani del territorio, un progetto che punta a coinvolgere le nuove generazioni e a rafforzare il legame tra il club e la città.
E però… c’è sempre un però. Il messinese, si sa, ha un talento speciale nel trovare il proverbiale ” pelo nell’uovo”. Mai contento, sempre pronto a pensare male, anche quando le cose sembrano iniziare ad avere giusto senso. Viene da chiedersi: e se fossimo noi il problema? Se la nostra diffidenza, la nostra insofferenza verso qualsiasi cosa che non sia “perfetta” fosse parte dell’ostacolo da superare? Forse è il momento di abbassare la guardia e guardare i piccoli passi in avanti. Poi come sempre sarà il tempo a dare le risposte e indicare la strada da seguire.
E…se son rose fioriranno

