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AIA Messina: “Noi arbitri vorremmo sapere dove allenarci”

200 tesserati, 120 ogni fine settimana a dirigere partite, dalla serie C
ai giovanissimi provinciali. Una tradizione di successi tra le più
prestigiose del Sud Italia. Tanti riconoscimenti a livello nazionale dai
vertici dell’AIA e dalla Federcalcio. Ai quali fa da contraltare la
cronica indifferenza delle Istituzioni.

Cresce il malcontento tra gli arbitri di calcio messinesi per l’atavica
mancanza di un campo di calcio in cui potersi allenare per qualche ora a
settimana. A ciò si è aggiunta la conclusione della lunga esperienza
al campo di atletica Cappuccini (tra l’altro poco funzionale gli
allenamenti moderni), opzione storicamente mal digerita dai tesserati
Fidal, oggi tramontata per l’ostracismo di soggetto non legittimato
autoproclamatosi “gestore dell’impianto”.

Ormai da mesi i fischietti messinesi di serie C, D, Eccellenza,
Promozione e di tutte le categorie provinciali, sono costretti ad
allenarsi sui binari del tram, sulla pista ciclabile, alla Villa Sabin e
nel parcheggio retrostante, sull’asfalto e sulle mattonelle, con tutti i
problemi fisici e gli infortuni che ovviamente ne conseguono.

Un quadro imbarazzante che ha fatto scattare la protesta.

La richiesta avanzata al Sindaco e nuovo assessore allo Sport è
precisa. Usufruire di uno degli impianti comunali tre volte a settimana
per un’ora e mezza a seduta, a fronte del pagamento di un contributo
mensile / annuale che sia sostenibile per questi ragazzi che fino alla
serie C percepiscono semplicemente rimborsi spese, assolutamente
incompatibili con i costi di uso di un impianto privato.

Esattamente come accade in tutte le altre 200 e passa città italiane
che ospitano una Sezione dell’Associazione Italiana Arbitri. Mettendo
fine ad una vicenda surreale che dovrebbe far riflettere tanti.

 

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