Massimiliano Esposito: “Scudetto e Champions? il Napoli c’è. Nella mia squadra c’era tanta qualità, ma non una società solida”

In esclusiva ai microfoni di News.Superscommesse è intervenuto Massimiliano Esposito. L’ex centrocampista offensivo ha indossato in carriera, tra le altre, le maglie di Napoli, Reggiana, Lazio, Brescia e Ternana. Ha totalizzato complessivamente 172 presenze e 16 reti in Serie A e 121 presenze e 12 reti in Serie B. Ai nostri microfoni, Esposito ci ha parlato della squadra di Spalletti e del “suo” Napoli, quello degli anni ‘90.

Il Napoli riuscirà secondo Lei a tenere questo passo fino alla fine? Può essere l’anno buono per lo scudetto in casa partenopea?
“Per ciò che ha dimostrato il Napoli in questa prima parte di campionato può essere sicuramente l’anno buono per lo scudetto. A differenza di altre stagioni, vedo una squadra ben coesa anche con la società. Giuntoli è stato molto bravo in estate sul fronte calciomercato, portando in maglia azzurra giocatori che stanno facendo la differenza come Kim e Kvaratskhelia. Il Napoli può togliere grandi soddisfazioni ai propri tifosi, anche se noi napoletani siamo scaramantici ed è meglio non fare grossi proclami. La sosta dei Mondiali, poi, capita a pennello. La squadra ha dato tanto e questa pausa è importante per recuperare energie fisiche e mentali per prepararsi nel migliore dei modi alla seconda parte di stagione. Bisogna non sprecare il vantaggio sulle dirette inseguitrici: 8 punti sul Milan e 10 sulla Juve non sono pochi”.

Il Napoli ha convinto anche in Champions League, dove agli ottavi di finale sfiderà i tedeschi dell’Eintracht Francoforte. Che tipo di cammino si aspetta in ambito europeo?
“In Europa mi aspetto un cammino simile a quello fatto finora in campionato. La fortuna del Napoli è quella di avere quest’anno una rosa ampia e competitiva, che permette di lottare su più fronti. Anche chi non parte dall’inizio garantisce qualità e sostanza a partita in corso, basti pensare a quando entra in campo Simeone al posto di Osimhen oppure alle prestazioni di Juan Jesus che sostituisce l’infortunato Rrahmani. Poi, il Napoli può contare su un Lobotka straordinario e un Mario Rui completamente rigenerato. Anche Meret, tanto criticato in estate, sta facendo la differenza. Questa è sicuramente una squadra completa che può dire la sua in tutte le competizioni”.

Che ricordi ha dell’esperienza partenopea? Le sarebbe piaciuto giocare in questo Napoli?
“Più che giocare in questo Napoli, avrei voluto giocare nel ‘mio’ Napoli con alle spalle una società più stabile. Quel Napoli qualitativamente non aveva nulla da invidiare a quello attuale. C’erano giocatori del calibro di Ayala, Boghossian, Taglialatela, Caccia, André Cruz e tanti altri. Alle spalle non avevamo una società solida e raggiungere traguardi di un certo spessore era impossibile. Sono contento di aver giocato in Serie A negli anni ’90. Oggi c’è tanta quantità e corsa, ma poca qualità. I grandi campioni di una volta non ci sono più, ecco perché mi tengo stretto il ‘mio’ calcio”.

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