Site icon SportMe NEWS

Dopo 12 anni un altro Maldini titolare e dopo 13 un altro Maldini in goal

E’ una storia bella, bellissima che scardina le generazioni e abbraccia tutti. Chi oggi è nonno, chi oggi ha 70/80 anni ricorderà perfettamente quando alle luci della ribalta apparve Paolo Maldini. “Maldini chi? Ah il figlio di Cesare, Il padre era forte ma il figlio chissà” Così molti commentavano il 20 Gennaio 1985 quando per la prima volta mise piede in campo Paolo ed oggi 25 Settembre 2001 in molti sui social hanno detto le stesse cose a leggere Maldini come titolare. Ai nonni sicuramente sarà tornato in mente quel 20 Gennaio, ai papà sicuramente il primo pensiero è stato per quel 24 Maggio 2009, stadio “Franchi” di Firenze ed ultimi minuti in Serie A di Paolo Maldini mentre per i figli forse un nuovo Maldini da “idolatrare”, sicuramente un nuovo Maldini per cui esultare perchè al minuto 48′ di Spezia-Milan dopo 13 anni il popolo milanista, e siamo sicuri anche un po’ tutti i tifosi italiani, hanno potuto sorridere o esultare per un nuovo Maldini in goal.

Classe 2001 Daniel è totalmente diverso da papà Paolo e nonno Cesare (sul piano del ruolo soltanto, perchè sul piano della fisionomia Daniel appare come la reincarnazione di Cesare) entrambi difensori mentre Daniel ha scelto di correre zone di campo totalmente diverse come quelle della trequarti. E’ entrato sin da piccolo, come prevedibile, nelle giovanili del Milan salvo poi imporsi in ogni categoria che ha calcato sino alla primavera dove, complice anche la retrocessione del Milan in Primavera 2 nel 2019/2020, si è subito imposto con ben 7 goal e 3 assist in appena 11 presenze non ancora maggiorenne. L’anno dopo inizia ad assaporare le convocazioni in prima squadra ma, in questo siamo sicuri abbiamo contato molto la classe e l’esperienza di papà Paolo, resta stabilmente un elemento imprescindibile della primavera con cui collaziona 8 goal e 1 assist in 24 presenze. Oggi il mondo ha scoperto le qualità di questo ragazzo dotato di una tecnica sopraffina, recentemente Leao lo definì “Il compagno più forte”, ma anche grande senso tattico e bravo negli inserimenti come dimostrato il goal di testa che ha sbloccato il match contro lo Spezia.

Che dire se non un grosso “in bocca al lupo” a Daniel ed un profondo senso di orgoglio per una dinastia che impreziosisce ed inorgoglisce tutti gli sportivi italiani perchè unica al mondo e tutta made in Italy.

Exit mobile version